Campioni di mosto Pale Ale per il test dello iodio

Bene, anche la seconda cotta è andata. C’è stata qualche piccola variazione di programma ma abbiamo navigato a testa alta anche in questa seconda avventura.

Volevamo brassare una Amber Ale simile alla Boont della Anderson Valley, motivo per cui avevamo acquistato i luppoli Chinook e Willamette e i malti Pale Ale, Crystal 60L e Crystal 120L, dopo aver navigato in giro per la rete alla ricerca di indicazioni, spunti e idee.

Una volta arrivato tutto il materiale, siamo rimasti interdetti dal colore dei due malti speciali Crystal: non siamo grandi esperti (non ancora almeno) ma ci sembravano davvero troppo chiari (soprattuto il 120L  che avrebbe dovuto infondere quel colore fortemente ambrato alla nostra birra).

Siamo tornati così sul sito di Birramia per scoprire con grande sconcerto che la scheda tecnica (pdf) sulla pagina dei malti riportava il colore sbagliato (il colore di quelli più scuri di cui in realtà avevamo bisogno). Ma ormai erano arrivati questi chiari, quindi abbiamo deciso di arrangiarci con le materie prime che avevamo tra le mani e di brassare quindi una Pale Ale, lanciandoci anche nella pratica del Dry Hopping. Alcol previsto 6,4%, IBU 50.

La cotta è andata tutto sommato bene, a parte un piccolo incidente di percorso che abbiamo gestito con una modalità che non riveleremo mai.

Per comodità stavolta abbiamo fatto una cotta da 10L. Grazie alle quantità praticamente dimezzate rispetto alla scorsa volta, all’esperienza acquisita (poca, ma significativa)  e soprattutto al nuovo impianto di raffreddamento, i tempi di lavorazione sono scesi da  9 a 6 ore (il che  è di per sé un gran buon risultato).

Grande soddisfazione stavolta con il test dello iodio, per il quale abbiamo provveduto a prelevare tre campioni del mosto a 0, 20 e 40 minuti dall’inizio del mash, andando a confrontare fianco a fianco il colore dello iodio disciolto un ciascuno.

Campioni di mosto Pale Ale per il test dello iodio
Campioni di mosto Pale Ale per il test dello iodio

E qui un breve filmato per vedere i risultati:

Sabato sera abbiamo terminato, ed oggi la fermentazione primaria sembra aver già completato il suo ciclo (probabilmente grazie al lievito super veloce San Diego Super della White Labs). Nei prossimi giorni ci lanceremo nel dry hopping, cogliendo l’occasione per fare anche una misura della densità e un piccolo assaggio.

Per il nome della birra abbiamo pensato a “Serendipity Pale Ale” , dato che un po’ del gusto finale (speriamo buono) sarà dato dall’imprevisto di cui parlavamo prima.

Serendipity means a “happy accident” or “pleasant surprise”; specifically, the accident of finding something good or useful while not specifically searching for it

Vi terremo aggiornati.

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