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Sinceramente non so per quale ragione non abbia comprato prima questo libro. Forse perché raramente sono rimasto soddisfatto dalle monografie sugli stili: spesso forzatamente lunghe e a tratti noiose, non sempre riescono a dispensare consigli davvero utili su come replicare un certo stile birrario in casa. Se si cerca bene, si trovano molte più informazioni su internet, oppure è sufficiente fare riferimento a qualche libro di ricette ben fatto per avere un’idea di quello che si vuole fare (vedi per esempio Brewing Classic Styles di Palmer/Zainasheff o Modern Homebrew Recipes di Gordon Strong).

Farmhouse Ales copre principalmente due stili birrari: uno molto conosciuto e sperimentato da tantissimi homebrewers, le Saison, l’altro meno conosciuto, scarsamente sperimentato in casa ma anche difficilmente reperibile in commercio, le Bière De Garde. Stili che hanno avuto storie simili in qualche modo (origini “campagnole”, se possiamo chiamarle così) e che traggono origine da zone limitrofe lungo il confine Francia/Belgio.

Il libro non è recentissimo, dovrebbe avere almeno una decina anni, ma questo non è un gran problema: la storia sempre quella è, i metodi di  produzione sono anch’essi cambiati ben poco negli ultimi anni. Certo, se pensate di chiarirvi completamente le idee sui due stili una volta letto questo libretto, rimarrete parzialmente delusi. Le Biere De Garde, in particolare, rimangono per me uno stile inclassificabile e ampiamente indefinibile: più un modo di intendere la birra in una certa regione che un vero e proprio stile. Le saison, invece, seppure passate nella storia attraverso mille interpretazioni differenti, conservano quel carattere comune che le distingue da altre birre: il lievito saison.

Il libro è carino e molto interessante. Sicuramente la parte sulle saison è più utile a livello pratico: molti i consigli utili su ingredienti e processo. Diversi paragrafi illustrano come alcuni grandi birrifici producono questo stile con successo da decine di anni, secondo la propria personale interpretazione (parecchi sono i margini di libertà). Quello che manca è forse un approfondimento maggiore sulla gestione della fermentazione, che resta la parte più critica nella produzione dello stile (almeno per quanto mi riguarda). Il consiglio ripetuto più volte nel libro è sempre quello di tenere alta la temperatura di fermentazione per avere una buona attenuazione e un profilo aromatico incisivo, ma a mio avviso si resta troppo sul vago e non sempre questa pratica funziona. A ogni modo, è un buon punto di partenza.

Molto interessante il breve minisaggio di Yvan De Baets (uno dei due fondatori della Brasserie De La Senne) che apre il capitolo sulle saison, mentre l’introduzione di Tomme Arthur (birraio del mitico birrificio americano Lost Abbey, specializzato in produzioni belghe) è a mio parere più folkloristica che altro. Ma parliamo sempre di Tomme Arthur, quindi tanto di cappello a priori.

Detto ciò, le Biere de Garde, per me, resteranno sempre e comunque un grande mistero irrisolto della storia.

Un libro ben scritto e intrigante, consigliato soprattutto a chi è convinto di aver capito cos’è una saison.

Disponibile su Amazon.it a 17€: Farmhouse Ales: Culture And Craftsmanship In The European Tradition

Da poco è disponibile la versione in italiano tradotta da MoBI (Le Birre del Belgio 2). Purtroppo il boccale di birra tedesca in copertina (completamente fuori luogo) mi ha impedito di leggerlo… 🙂

Phil Markowski
Phil Markowski
Tomme Arthur
Tomme Arthur
Yvan De Baets
Yvan De Baets

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell’homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l’Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica “Il Fermentatore nell’Armadio” su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

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