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Come scegliere un misuratore di ph

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Approfitto della prova di questo nuovo misuratore di ph per fare alcune considerazioni generali sui misuratori, dato che se ne dicono di tutti i colori in giro per i vari forum e gruppi facebook. Come al solito si tratta di mie considerazioni frutto dell’esperienza e dell’incrocio di diverse informazioni trovate sul web e su alcuni libri. Non sono un esperto di strumenti da laboratorio, qualunque correzione a quanto scritto sotto o qualsiasi informazione in più sono ben accette.

Scegliere un buon misuratore di ph non è affatto facile, anche perché non è detto che il prezzo dello strumento sia proporzionale alla qualità. Per acquistare uno strumento di elevata precisione, accuratezza e durevole, si deve spendere un bel po’ (oltre i 500€): anche avendo la disponibilità economica, la spesa non sarebbe commisurata all’utilizzo per il nostro hobby. Scendendo di fascia, la differenza di qualità tra un misuratore e l’altro non è sempre ben chiara. Spesso l’unica differenza è il prezzo.

Da quando produco birra ne ho provati diversi: il classico Hanna da 40€, la versione evoluta Hanna da 100€, le cartine tornasole, l’Adwa AD-11 da 40€. Nessuno mi ha mai soddisfatto in pieno, ma l’ultimo almeno è durato più degli altri. Sono sempre stato tentato di provarne anche uno da 10€ (tipo questo), ma alla fine non l’ho mai acquistato. Quello che deve far riflettere, però, è che tutti e quattro questi misuratori, che vanno dai 10€ ai 100€, hanno una accuratezza di +-0.1 ph: questo significa che, a prescindere dal numero di decimali visualizzati sul display, un valore misurato di 5.2 potrebbe corrispondere a 5.3 o 5.1. Intendiamoci, si tratta di un errore più che accettabile per l’uso che ne andremo a fare, ma allora viene da chiedersi perché spendere 100€ anziché 10€.

Le cartine tornasole le ho usate un paio di volte senza successo: la variazione di colore è intelligibile solo su una scala molto ampia (ph da 1 a 14, vedi link). Come si evince facilmente dall’immagine sotto, variazioni di ph tra 5 e 5.5 sono davvero difficili da valutare basandosi sulla variazione di colore della cartina.

cartina tornasole ph 5

La compensazione della temperatura. Altro tema scottante. Molti homebrewers si fanno tentare dall’acquisto di un misuratore con la compensazione della temperatura (abbreviata in ATC) perché, teoricamente, permetterebbe di misurare il ph del mash senza raffreddare il mosto: il misuratore si prende la briga di aggiustare la misura in base alla temperatura. Inizialmente anche io sono stato tentato da questa pratica, ma ho approfondito la questione e ho presto desistito. Alla fine ci vuole davvero poco per far scendere la temperatura di un piccolo campione di mosto a 20°C. Di solito lascio un’oretta tre tazzine da caffè vuote nel congelatore per poi travasare il campione di mosto caldo dall’una all’altra per un po’ di volte. Nel giro di una decina di travasi (ovvero 2 minuti) il mosto raggiunge i 20°C. Misurare il ph a questa temperatura preserva la sonda evitando di sottoporla a temperature prossime a quella limite per la misurazione ed evita inoltre di introdurre un ulteriore errore di misura che potrebbe essere causato dalla compensazione della temperatura. È bene poi ricordare che tutte le fonti in letteratura fanno riferimento al ph misurato a temperatura ambiente.

Fatte queste considerazioni, quale misuratore scegliere? Non ho la risposta definitiva, ovviamente. Per salire di livello, lo abbiamo già detto, bisognerebbe spendere molto di più e andare su strumenti professionali. Ne vale la pena? Direi di no. C’è però un misuratore che tengo d’occhio da un po’, molto utilizzato dagli homebrewers americani. Fino a qualche tempo fa si trovava solo su Amazon UK a prezzi sconsiderati (link), ma da qualche tempo lo vendono anche su Pinta a un prezzo tutto sommato abbordabile (intorno ai 100€, link). Si tratta del Milwaukee MW101. Ha una risoluzione di 0.01 ma soprattutto una accuratezza di 0.02 nella misura del ph (a differenza degli altri di fascia economica che si attestano su 0.1). Prima o poi me lo comprerò, ma non è oggetto di questo post.

Come mi ha ricordato giuseppe nei commenti, segnalo un prodotto simile al Milwaukee, almeno sulla carta, ma meno costoso: l’Adwa AD12. Ha una accuratezza di 0.01 sul ph e una risoluzione al centesimo di ph (link). L’elettrodo si può sostituire con una ventina di euro quando inizia a funzionare male (link). Il limite dei modelli dell’Adwa, a mio avviso, è la lentezza nella calibrazione e nella misura. A ogni modo, sono dei buoni prodotti considerando il rapporto qualità/prezzo.

Ultima nota prima di proseguire: tra i commenti in fondo al post trovate quello di Nicola Coppe, un amico ed esperto che lavora con i lieviti in laboratorio. Nicola approfondisce alcuni aspetti già affrontati in questo post e consiglia un misuratore di ph molto economico ma a sua detta affidabile (ha fatto diverse prove in lab utilizzando come riferimento un misuratore di ph professionale). Se volete provarlo, lo strumento segnalato da Nicola è disponibile su Amazon per 14€ (link). 

Alla fine, secondo me, tra i tanti di fascia economica non cambia granché. Ho sempre acquistato misuratori da 30/40€ solo perché il prezzo più alto mi da una percezione di qualità maggiore, ma non giurerei che siano molto diversi da uno da 10€ con la stessa risoluzione. Questa volta ho deciso di provare questo della KKmoon in vendita su Amazon: mi è sembrato interessante e ha buone recensioni. Il prezzo è tutto sommato abbordabile. Quello che ho usato finora, l’Adwa MD11, ha iniziato  a darmi un po’ di problemi con la taratura: ci mette diversi minuti ad autotararsi, spesso va in errore durante la taratura a ph 3.0 e ci mette una vita ad arrivare a una misura stabile. Non è che sia proprio rotto, ma non mi sembra più affidabile come prima.

Il misuratore della KKmoon sulla carta ha specifiche molto simili All’Adwa. Ha però sonda di temperatura e ph separate, il che è comodo per misurare la temperatura del mosto (anche caldo) senza immergere la sonda del ph (che è più delicata). Ha la compensazione della temperatura, la solita accuratezza di 0.1 sul ph e una risoluzione di 0.01. La taratura si fa a ph 7, immergendo la sonda nella soluzione campione: si gira poi la piccola vite con un cacciavite in dotazione finché il display non si ferma su ph 7. Questa procedura è molto più comoda e veloce rispetto alla taratura automatica dell’Adwa che non ha la piccola vite ma si tara da solo impiegando spesso diversi minuti (a volte si impalla e restituisce un messaggio di errore).

La prova è andata molto bene: la lettura del ph è veramente veloce (a differenza dell’Adwa, che impiega tantissimo a salire da ph 3 a ph 7, per esempio). La taratura è stata velocissima e le letture successive mi sono sembrate stabili. Funziona sia a batteria che con il trasformatore (la prima non è inclusa nella confezione, il secondo invece sì). Per ora ho eseguito solo qualche misura di prova, ma mi è sembrato un prodotto valido a un prezzo accessibile (34€ spedito via Prime da Amazon Italia). È un po’ più scomodo da gestire per via dei diversi fili delle sonde e del trasformatore (se non si utilizza la batteria), ma considerando che di solito misuro una sola volta per cotta, non è per me un gran problema.

Per le soluzioni di calibrazione, consiglio quelle della Growth Technolgy in comodi (e duraturi) flaconcini da 300ml.

Vedremo come si comporterà sul lungo periodo.

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Ho riprovato a effettuare un altro paio di misure il giorno seguente alla taratura, mi sembra si sia comportato piuttosto bene. La taratura l’avevo fatta solo con la soluzione a ph 7.

kkmoon misuratore ph

9 Comments

  • Giuseppe says:

    Ciao Frank,
    ottimo articolo come sempre. Se posso vorrei dare il mio contributo.
    In passato ho usato l’ADWA ad12 con precisione di 0,01. Ne ho comprati due, ma entrambi ci impiegavano diversi minuti per stabilizzarsi e dopo un po’ era necessario sostituire la testina di lettura (che peraltro costa quasi come l’intero strumento). Sinceramente lo sconsiglierei.
    Al momento sto utilizzando il SODIAL(R) PH-009 IA comprato su Amazon a poco meno di 10€ e del tutto simile a quello da te indicato. Che dire, si stabilizza subito e al momento dopo 5 cotte sembra andare ancora. La precisione di 0,1 secondo me non fa la differenza come scrivi nell’articolo.
    Secondo me, prima di spendere cifre importanti, conviene almeno provarlo. Per quella cifra ne ho comprato un secondo in caso di emergenze.
    Per raffreddare il mosto io utilizzo una beuta da 250 ml, che metto inclinata sotto l’acqua corrente. Mentre è sotto l’acqua la agito in modo da “agitare il mosto”. In questo modo in poco più di un minuto il mosto si raffredda.
    Saluti

    • Frank says:

      Ciao Giuseppe, grazie per il contributo. Unica nota: se non leggo male, anche l’adwa ad12 ha precisione di 0.1 come l’ad11 e tutti gli altri nella stessa fascia di prezzo. Ha invece una risoluzione di 0.01.

  • Giuseppe says:

    Mi hai messo il dubbio e ho controllato sul sito adwa dove mettono proprio a confronto AD11 e AD12.
    AD12 risoluzione 0,01 e precisione +-0,01.

  • Nicola Coppe says:

    Caro Frank , come sempre un ottimo articolo, mi permetto di dare alcuni consigli in più per i nostri lettori e mettervi in guardia con alcuni trucchi imparati in laboratorio.
    Le sonde dei pHmetri portatili di basso costo, (non quelli da banco con sonda professionale) sono prodotte al mondo da poche aziende, e poi montate sui diversi strumenti
    Per quanto riguarda la lentezza nella lettura , questo dovrebbe essere un campanello d’allarme in quanto una buona sonda ( professionale) inizialmente è velocissima e con l’accumulo di proteine e calcare comincia a rallentare proprio perchè il setto poroso si “intasa” , quindi personalmente diffido di tutti i pHmetri che già da nuovi hanno lentezza nell’ arrivare alla misura stabile, per quelli da laboratorio esistono delle apposite soluzioni di lavaggio , quelli portatili da pochi € con sonda non intercambiabile per quello che costan li butto.
    Dopo aver essefftuato la taratura, generalmente a pH7 e a pH4 con opportune soluzioni ( consiglio quelle già idratate) , io provo sempre a verificare la ripetibilità della misura inserendo il pHmetro più volte nelle soluzioni di taratura ed eventualmente nel campione da analizzare in modo da verificare che:
    – la lettura sia ripetibile ( affidabilità )
    – la lettura sia veloce ( sonda in buono stato)

    Alla fine dopo aver provato vari pH metri anch’io ve ne consiglio uno ( il link siccome è enorme a fine commento) è un misuratore cinese che costa pochissimo 13.99€ per la precisione. La risoluzione dello strumento è di 0.01 mentre la sua sensibilità reale è di 0.05 , già questo lo fà salire sopra a tanti altri pHmetri ugualmente economici. Per testarlo mi sono basato sulla taratura a due punti 7 e 4 e verificato più volte con un pHmetro da banco che fosse preciso , ebbene non ha mai sgarrato.
    Questo pHmetro ha un unico difetto la taratura si fà girando una sola vite sul retro dello stumento che consente di ritarare il range ma non la sua ampiezza. Quando diventa lento, impazzisce o và fuori range semplicemente lo butto e ne prendo un altro ( il primo mi è durato più di un anno e ora il secondo ha circa 6 mesi di vita, nel cassetto ce n’è pronto uno nuovo eventualmente questo sballasse)

    Addirittura sono riuscito a dimostrare con il mio giochino da 13,99€ che la sonda di un pHmetro semiprofessionale (robetta da 250-300€) fosse completamente andata, semplicemente perchè inserendola nelle soluzioni di taratura e poi ricontrollando i pH i valori erano completamente sballati e la lettura molto lenta. [salvata una birra ! ]

    https://www.amazon.it/Xcellent-Global-sensibilit%C3%A0-compensazione-retroilluminato/dp/B00X5EARMO/ref=sr_1_1?s=garden&ie=UTF8&qid=1483020569&sr=1-1&keywords=Xcellent+Global+Misuratore+pH+digitale+e+tascabile+con+sensibilit%C3%A0+di+0.01+pH+e+accuratezza+di+0.05+pH%2C+compensazione+automatica+temperatura+0-50+laurea%2C+portata+di+0-14+pH%2C+schermo+LCD+retroilluminato%2C+giallo+HG076

  • Adriano says:

    Queste accuratezze di 0.01 sono da considerare con la dovuta leggerezza. In realtá ogni strumento riesce ad avere una accuratezza ottimale soltanto all’intero di un range di valori, fuori da questo intervallo (il cui collocamento e ampiezza dipende dal funzionamento dello strumento) i risultati sono via via meno attendibili e riprpducibili. Negli strumenti professionali questi range vengono comunicati dal produttore, in questi oggetti amatoriali no (o a qualcuno risulta di si? In caso correggetemi…), e non essendo prodotti specificamente per l’homebrewing (ma magari per acquari e giardinaggio) non mi fiderei ciecamente del fatto che davvero leggano le nostre amate temperatura di ammostamento con accuratezze di 0.01; sicuramente non centrano la seconda cifra decimale su tutto il campo da 0 a 14.
    Ma in fondo, per fare birra in casa… a che ce serve conoscere il pH fino alla seconda cifra decimale?!?

  • Shockwave says:

    Ciao Frank.
    Ottimo ed utile articolo come sempre, e grazie a Nicola per le info.
    Io comprai l’ HANNA classico rosso con lo stelo nero a inizio “esperienza all-grain”, qualche anno fa.
    Mi ha sempre e solo dato problemi, all’inizio non avevo soluzioni per tararlo, misuravo il PH e non è che ci metteva molto a stabilizzarsi, semplicemente non lo faceva mai. Lo lasciavi immerso e continuava a cambiare a random. Ho comprato le soluzioni HANNA in bottiglia grande, tarato perfettamente. Ancora stesso problema. Poi rileggevo i valori campione e anche su quelli sgarrava e non si stabilizzava.
    Comprai il mulino su Ebay e mi regalarono un PHmetro economico, questo già lavorava molto meglio, si stabilizzava in fretta e se non altro mi dava un valore (anche se la visualizzazione era di solo 1 decimale anzichè 2 come l’HANNA).
    Dato che, un po come te, pensavo che le cose così tanto economiche non fossero affidabili, alla fine mi sono deciso a prendere l’ADWA AD-12.
    Io devo dire che per la mia esperienza ne sono contentissimo. A me si stabilizza molto in fretta (parlo di 20 secondi al massimo, non so a voi), mi da valori precisi e se provo a lasciare il campione, lavare la sonda e riprovare la lettura, mi ripete il valore preciso (questo mi da fiducia nello strumento).
    Fino a prima della lettura del tuo articolo ho sempre misurato il campione “a caldo”, nel senso che raffreddavo di qualche grado e poi inserivo la sonda. All’inizio ho fatto prove, ho fatto lettura, poi raffreddato e la lettura era precisa, quindi mi fidavo della compensazione del valore sulla temperatura. Dato che dici che non è affidabile come metodo, già sulla Gose di 2 giorni fa ho raffreddato (bicchiere di plastica col mosto immerso in bicchiere di plastica con acqua fredda di rubinetto.
    Ho sempre consigliato l’AD12 agli amici che chiedevano un PHmetro e anche sui forum e Fb, ma dopo il commento di Nicola penso che quando l’Adwa inizierà a dare problemi, anzichè cambiare il sensore, opterò per quello indicato su Amazon.

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