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Di libri sull’homebrewing ne esistono a decine. Tra le pietre miliari di questo filone ricordiamo How to Brew di John Palmer, Progettare Grandi Birre di Ray Daniels e La Tua Birra Fatta In Casa di Bertinotti/Faraggi. Il primo è stato la mia guida principale quando ho iniziato a produrre birra in casa, come quello di Bertinotti/Faraggi lo è stato per molti altri (anche perché How To Brew non è disponibile in italiano). Il libro di Ray Daniels è ben fatto, almeno nella prima parte dove si addentra nel mondo dei calcoli e delle formule; la seconda parte del libro è invece un po’ datata e incompleta a mio parere. A ogni modo, mi sento di dire che questi tre rappresentano i manuali che non possono mancare nella libreria di un homebrewer.

Qualche tempo fa la rivista americana Brew Your Own, punto di riferimento per tutti gli appassionati di produzione casalinga, ha annunciato che avrebbe pubblicato un libro dedicato all’homebrewing. Conoscendo bene i contenuti della rivista, caratterizzati sempre da un alto livello di qualità e di approfondimento, ho atteso con trepidazione questa nuova pubblicazione. La scorsa settimana ho potuto finalmente acquistarla su Amazon.it (link).

Il libro si presenta molto bene. Il formato mi piace: leggero, colorato, leggibile con foto chiare e ben definite. I contenuti sono divisi in tre grandi sezioni: come produrre birra (processi e attrezzatura), gli ingredienti e un ultimo capitolo con una pletora di ricette (spesso cloni di birre molto famose).

La sezione dedicata alla produzione non si addentra particolarmente nei dettagli, mantenendo un profilo alto con qualche focus su argomenti specifici (alcuni molto interessanti come l’infustamento o i chiarificanti). Viene fornita una panoramica piuttosto generale sui diversi metodi di produzione (BIAB, estratto, all grain classico) ma non siamo al livello degli altri tre libri sopra menzionati. Manca secondo me un approfondimento su diversi aspetti tecnici come ad esempio il potenziale dei vari malti e il loro contributo in una ricetta o il calcolo dell’efficienza del sistema. Si dà evidentemente per scontato che venga utilizzato un software per gestire la produzione, approccio valido a mio avviso solo dopo aver acquisito una certa padronanza con ingredienti e ricette.

Big Book Of Homebrewing

La seconda parte, quella dedicata agli ingredienti, l’ho trovata molto interessante. Invece di ripetere le solite storielle su luppoli, malti e simili, si sofferma su alcuni aspetti molto attuali come la glicolisi dei terpenoidi (il famoso dry hopping durante la fermentazione), gli effetti dell’ossidazione e le diverse metodologie per scongiurarla. Una sezione interessante, anche per chi ha un certo bagaglio di competenze sulle spalle.

L’ultima parte è dedicata alle ricette: ce ne sono tante, con un livello di descrizione non molto approfondita. Personalmente non amo particolarmente queste sezioni nei libri, ho sempre preferito costruirmi le ricette da solo (anche perché alcune ricette clone mi sembrano campate per aria). Insomma, la classica sezione che può offrire qualche spunto ma nulla di eclatante.

Nel complesso l’ho trovato un libro ben fatto, anche se poteva essere costruito un po’ meglio (specialmente la prima parte). Il lato positivo è che offre spunti interessanti anche a chi ha già esperienza nella produzione casalinga, ma di contro è forse un po’ troppo vago per chi si sta avvicinando al giorno della prima cotta. Da tenere comunque in libreria, anche se credo che sarà superato dalla nuova edizione di How To Brew che uscirà nei prossimi mesi.

Disponibile su Amazon.it a 16€ (in inglese).

Big Book Of Homebrewing

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell’homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l’Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica “Il Fermentatore nell’Armadio” su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

10 COMMENTS

  1. Hai news della nuova edizione di How To Brew? Non ne trovo su internet. Sarà una ristampa o aggiorneranno\amplieranno il libro.
    Complimenti sempre per gli articoli!

    • Tempo fa, non ricordo on che occasione né dove però, ho ascoltato una intervista in cui John Palmer raccontava che la nuova edizione non sarà una semplice ristampa ma verrà ampliata con molte nuove informazioni. Se non ricordo male dovrebbe uscire in autunno.

  2. Pre-order HOW TO BREW su book depository 22,36 eur per il 1.6.2017.
    Complimenti per il sito…. ben conoscuto anche oltre confine…saluti da Slovenia
    mili

  3. Concordo pienamente con la recensione.
    Da amante della rivista BYO, non potevo che preordinarlo settimane prima dell’uscita. Tutto sommato un libro piacevole, ben scritto e con tante foto e un’impaginazione molto accattivante.
    La cosa più carina, a mio parere, sono le ricette a fondo libro, che sono tutti cloni di grandi, grandissime birre del panorama americano (e non solo).
    Non mi metterò mai a seguirle alla lettera, ma un paio mi hanno dato spunti su qualcosa che ho prodotto (la YETI per una Imperial Stout) e che produrrò (il loro clone della Duvel per una Belgian Strong Golden Ale che ho in mente).
    Concordo anche sul fatto che, contrariamente ad altri tomi che ho sfogliato ultimamente, questo da alcuni concetti “nuovi” anche ai veterani e homebrewers navigati.

  4. Sinceramente le ricette le ho trovate piuttosto strampalate. Mi viene in mente quella della Heady Topper, dove a un certo punto c’è scritto di usare gelatina. Gelatina in una NEIPA? Qualcosa non mi torna. Ma ricordo di aver letto altre cose strane. Del resto, queste ricette clone le ho trovate sempre un po così.

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