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    NEWS | Low Oxygen Brewing (LODO)

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    È da un po’ che in rete si trovano sperimentazioni sul metodo LODO, ovvero LOw Dissolved Oxygen brewing. Molti sostengono infatti che il segreto alla base del flavour delle migliori helles e pilsner bavaresi risieda proprio nel minimizzare l’incamerazione di ossigeno durante la produzione.

    Tempo fa ne parlò anche il Mad Fermentationist in un articolo sul suo blog, descrivendo la produzione di una LODO Festbier. (link).

    Per minimizzare l’effetto dell’ossigeno sulla birra si possono attuare diverse pratiche: dalla bollitura dell’acqua prima del mash-in (per far evaporare l’ossigeno) fino all’utilizzo di antiossidanti durante il mash o successivamente (es. metabisolfito di potassio) .

    A prescindere dall’efficacia o meno di questa metodologia e da quanto abbia senso impegnarsi per attuarla nella produzione casalinga, segnalo un interessante articolo che approfondisce diversi aspetti del LODO brewing:

    METHODS OF THE LOW OXYGEN BREWHOUSE

     

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    Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell'homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l'Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica "Il Fermentatore nell'Armadio" su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

    1 COMMENT

    1. Sto sperimentando pure io questa tecnica ma non in maniera completa perchè richiede di investire molto in attrezzatura. Se ne parla anche molto sul forum german brewing , effettivamente sembra avere un pò di impatto nelle birre ma devo ancora testarne per bene l’ efficacia.

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