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Alla domanda “Come faccio a scegliere le varietà di luppolo da abbinare in una ricetta?”, spesso viene risposto: “Prova a fare/assaggiare una birra single hop e valuta tu stesso“. Ok, è sicuramente una strada.

Però. Insomma.

Le birre con una singola varietà di luppolo, seppure utili a scopo didattico, alla lunga stancano. Non dico che siano cattive, per carità, dipende dall’esecuzione e dalla tipologia di luppolo scelta, ma la mancanza di complessità le rende spesso monocorde e noiose, specialmente nell’aroma. Se la scelta di un singolo luppolo non è impresa semplice, l’abbinamento tra due, tre o quattro varietà può facilmente diventare un terno al lotto. Quali luppoli si abbinano bene tra loro? Come sceglierli? In quali quantità?

La risposta non è banale, anche perché l’effetto aromatico di un singolo luppolo può cambiare anche sensibilmente quando viene utilizzato in abbinamento con altre varietà.

Una strada è quella di cercare una descrizione accurata degli aromi di ogni luppolo che si vorrebbe impiegare nella ricetta. Le fonti possono essere diverse: dai siti di alcuni grandi rivenditori (come Yakima-HopUnion) ai piccoli blog di homebrewers che descrivono gli aromi di una birra da loro prodotta con una determinata tipologia di luppolo. A questo scopo può essere utile la tabella excel che compilai qualche tempo fa nel tentativo di costruire uno strumento semplice ed immediato per individuare al volo i luppoli con determinate caratteristiche aromatiche.

Ovviamente si può anche procedere a caso o, se vogliamo dirla più poetica, a “intuito”, ma il rischio di produrre birre con aromi scomposti e mal bilanciati è dietro l’angolo. Meglio procedere con un approccio strutturato e imparare da chi ne sa di più.

Piuttosto che cercare ricette clone di birre famose, spesso fatte male o completamente inventate, mi sono sempre affidato ai siti dei birrifici. Molti produttori, infatti, pubblicano l’elenco dei luppoli utilizzati nella scheda della birra pubblicata sul web. Ovviamente non conosciamo le quantità né il timing delle aggiunte, ma partendo dalle varietà e da una ricetta classica di IPA o APA possiamo sperimentare gli abbinamenti senza temere risultati devastanti. Una ricetta con una gettata a 5 minuti dalla fine della bollitura e un bel dry hopping va più che bene. Partiamo da quantità identiche per ogni tipologia di luppolo, eventualmente bilanceremo in una seconda prova (ma spesso non serve). Una ricetta tipo potrebbe essere questa.

Vediamo insieme quali combinazioni di luppoli utilizzano alcune ricette di birre buone e facilmente reperibili sul mercato. Ne esistono tante altre in rete, il seguente elenco vuole solo essere una piccolissima guida per partire.

 SPACEMAN 

spaceman brewfist luppoli ricetta

Partiamo da un classicone: la Spaceman di Brewfist, una IPA in stile West Coast che ha scritto la storia delle IPA italiane. Nella sua evoluzione la Spaceman ha visto alti e bassi (e probabilmente non sono stati utilizzati sempre gli stessi luppoli), ma ultimamente devo dire che si è ripresa alla grande. Cercando sul web (in particolare leggendo un po’ di commenti su Ratebeer) ma anche semplicemente assaggiandola, emerge un aroma piuttosto complesso che si sviluppa tra toni agrumati di pompelmo, leggero tropicale e frutta matura (pesca, mango, lychee). Fermento Birra descrive il bouquet in maniera più concisa, ma i descrittori sono simili: agrumi, frutta esotica e note piacevolmente resinose.

 LUPPOLI  Citra, Simcoe, Columbus (link)

BOMBER IPA

bomber ipa luppoli

Una delle mie IPA preferite, scoperta negli ultimi mesi. Tempest è un birrificio scozzese nato nel 2010 in Scozia (qui trovate la storia nel dettaglio). La Bomber IPA è una birra freschissima che va giù come l’acqua nonostante i suoi 6.5 gradi alcolici. Leggendo i vari commenti su Ratebeer e soprattutto assaggiandola, emerge un aroma caratterizzato da berries (uva spina), tropicale, citrico, resinoso.

 LUPPOLI  Motueka, Mosaic (link)

RIVERSIDE

riverside hammer hops

Curiosa la luppolatura di questa Pale Ale di Hammer che mischia luppoli continentali europei con varietà americane. Come si evince anche dalla descrizione sul sito del produttore, il bouquet aromatico rispecchia questa commistione tra Europa e America con note erbacee, terrose e sfumature floreali e agrumate.

 LUPPOLI  Tettnanger, Fuggle, Cascade, Centennial (link)

BIG JOB

big job st austell hops

Abbinamento molto classico per questa versione iper-dryhoppata (per gli standard inglesi, ovviamente) della Proper Job del birrificio Saint Austell (UK, Cornovaglia). Tra i 4 luppoli utilizzati, immagino che il Nugget venga utilizzato per l’amaro e gli altri 3 per l’aroma. Il blog UBAG (Una Birra al Giorno) descrive così l’aroma di questa birra (link): cocktail di frutta in cui dominano gli agrumi, soprattutto a buccia gialla, bilanciati da polpa d’arancia.

 LUPPOLI  Nugget, Centennial, Citra, Cascade (link)

PLINY THE ELDER

pliny the elder hops

Sono ben cosciente che non tutti hanno avuto la possibilità di assaggiare questa mitologica IPA del birrificio americano Russian River. Io stesso l’ho bevuta una sola volta al Quintessence festival di Cantillon di qualche anno fa. Tuttavia, sebbene sia praticamente impossibile da trovare in Europa e quindi difficile da valutare con il proprio naso, utilizza un mix di luppoli molto classico che merita assolutamente una prova in ambito casalingo. Dal blog BereBirra prendiamo la descrizione dell’aroma, che recita così (link): frutta a polpa gialla come pesca e percoca, un tocco di resine gentili, ma anche una componente di agrumato con l’arancia e il mandarino.

Di questa birra circolano anche tantissime ricette clone, tra cui una pubblicata sul sito delle American Homebrewers Association (link). Come potete constatare dal link, nella ricetta non compare l’Amarillo che invece viene citato sul sito di Russian River. Non sapremo mai la verità, ma possiamo trarre la giusta ispirazione da questi spunti e provare, provare, provare… 🙂

 LUPPOLI  Amarillo, Centennial, CTZ (columbus), Simcoe (link)

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell'homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l'Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica "Il Fermentatore nell'Armadio" su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

2 COMMENTS

  1. Ciao e complimenti come sempre, io se voglio provare un nuovo luppolo cerco sempre se esistono birre degne di nota, che utilizzano lo stesso mix o uno simile e capire quali abbinamenti sono stati prodotti, se poi riesco anche ad assaggiarla ancora meglio. Se posso consiglio il sito http://www.brewbynumbers.com, dell’ottimo birrificio londinese che, utilizzando birre con la stessa base, realizza abbinamenti con diverse luppolature o ingredienti.

  2. Spesso uso Motueka e Mosaic in combinazione come nella Bomber IPA, che devo dire non ho mai assaggiato.
    Consiglio, per gli amanti di gusti più tipicamente USA, di aggiungere anche un po’ di Simcoe, ma in quantità minore 🙂

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