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Recensire questa nuova edizione di How To Brew non è un’impresa facile per me: la riverenza è tanta, dato che è stata la prima edizione di questo libro a definire il mio approccio alla produzione casalinga. Molti homebrewer muovono i primi passi dal libro di Davide Bertinotti (la tua birra fatta in casa), ma io ho scelto fin da subito di guardare oltreoceano. Ed è stato un bene abituarsi a leggere in inglese, perché di materiale in italiano purtroppo ce n’è pochissimo mentre le letture in inglese sono praticamente infinite.

C’è poi da considerare che leggere un libro che racconta le basi della produzione ora non è come averlo letto cinque anni fa, quando ho azzardato la prima cotta. È molto difficile valutare la chiarezza delle informazioni quando molto di quello che si legge lo si è già appreso e sperimentato sul campo decine e decine di volte.

Detto ciò, provo lo stesso.

How To Brew nasce come libro online che John Palmer pubblica gratuitamente intorno all’inizio degli anni 2000. L’approccio scientifico di Palmer e la sua abilità nell’illustrare in maniera chiara e semplice concetti piuttosto complessi portano tantissimi contatti sulla pagina web del libro. La Brewers Association si interessa al materiale e chiede a Palmer di scrivere una versione con un livello maggiore di approfondimento da pubblicare in formato cartaceo. Esce così nel 2006 la prima edizione di “How To Brew” che diventa ben presto un punto di riferimento per gli homebrewer americani e non.

Nel frattempo John Palmer è diventato “famoso” (per noi homebrewer, chiaro) e ha pubblicato un altro libro molto interessante dedicato all’acqua nella produzione della birra (Water), edito sempre dalla Brewers Association. How To Brew è iniziato a invecchiare, sia nei contenuti che nella forma, fino a quando Palmer ha deciso di riprenderlo in mano e pubblicarne una nuova versione.

Ne è venuto fuori un ottimo libro, su questo non c’è dubbio. Copre tutti gli aspetti della produzione casalinga: dall’estratto alla più complessa tecnica all grain passando per approfondimenti minuziosi e interessanti sugli ingredienti, i sanificanti, i materiali con cui è costruita l’attrezzatura e molto altro. Ottima anche la sezione delle ricette che non è una semplice lista di ingredienti ma un insieme di piccoli suggerimenti sulla modalità di produzione di ciascuno stile e sul perchè sono stati scelti determinati ingredienti.

Tuttavia non consiglio l’acquisto della nuova edizione a chi è già navigato o ha in libreria l’edizione precedente. Qualche contenuto nuovo c’è e il libro è scritto meglio, ci sono meno refusi ma le basi sono sempre quelle. Il nuovo capitolo sulle birre sour è per esempio ben fatto, ma è molto basic e non dice nulla di eclatante per un homebrewer con una certa esperienza, così come quello sulle birre alla frutta.

A tutti gli altri non posso che dire: correte a comprarlo! Secondo me rimane il miglior libro ad oggi disponibile sul mercato per imparare a produrre birra in casa: ben scritto, approfondito al giusto livello, pieno di utilissime tabelle, grafici e disegni. E soprattutto: aggiornato. Sì, certo, è in inglese, ma se si vogliono approfondire i diversi aspetti della produzione è necessario leggere in inglese. Come ho già scritto, di materiale in italiano ce n’è pochissimo ed è quasi sempre datato.

Consiglio di acquistare la versione cartacea per usarlo come manuale di riferimento e soprattutto per leggere in maniera decente le molte e utilissime tabelle.

Disponibile su Amazon a 20€ (link).

 

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell'homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l'Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica "Il Fermentatore nell'Armadio" su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

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