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    NEWS | Potenziare la schiuma con il chit barley

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    Chit barley

    Rilancio questo articolo di Scott Janish non tanto per il tema hazy IPA, che per ora non mi interessa particolarmente, ma per un passaggio che ho trovato interessante.

    Forse non tutti conoscono il chit barley (link): di fatto è una via di mezzo tra i fiocchi di orzo (non maltati) e l’orzo maltato. Il chicco viene lasciato germogliare per un tempo minore e successivamente leggermente tostato. Questa germogliatura veloce produce una maggiore quantità di proteine a catena media, chiamate LPT1, che contribuiscono alla ritenzione della schiuma (link per approfondimento).

    Ovviamente il chit barley va usato in quantità significativa (un 5% non serve a granché) ma ha anche l’effetto collaterale di intorbidire la birra.

    Premesso che a mio parere la schiuma non va “aiutata” con trucchetti vari ma sostenuta con un buon processo di produzione (ne ho già parlato in un altro post), il chit barley rappresenta un ingrediente interessante per chi volesse lanciarsi nella produzione di NEIPA (IPA torbide, dall’amaro morbido e super fruttate), dove tra l’altro la massiccia dose di luppolo ha un effetto deleterio sulla tenuta di schiuma (al contrario dell’effetto positivo che ha se usato in quantità “normali”).

     

     

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    Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell’homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l’Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica “Il Fermentatore nell’Armadio” su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

    2 COMMENTS

    1. Sei sempre sul pezzo, mi leggi nel pensiero… proprio qualche settimana fa, nella mia profonda malattia mentale, ho deciso di fare una “Session Sour Brett IPA” (si, lo so, sono scemo) e ho trovato alcune info riguardanti la famosa (in USA) “Red Swingline Ipa” di Trinity Brewing. Ora non ritrovo il link, ma l’homebrewer che ha scritto l’articolo dice di essere stato contattato direttamente dal birraio di Trinity, che entusiasta del suo tentativo di “clonazione” gli ha passato alcune info, tra cui quella che “il malto Chit è fondamentale per quella ricetta”. Probabilmente, lasciando proteine intatte, può essere utile al bretta.
      Al che… come facevo a non provarlo? Ho cercato ma l’unico, in Italia, che aveva qualcosa di simile era Pinta, ma aveva il Chateau Chit Malt in fiocchi. Dato che non ho trovato quello in grani (penso lo faccia BESTMALZ e forse un altra malteria ma non ricordo quale), ho provato a prenderlo e ad utilizzarlo in sostituzione di parte del malto base Pilsner (ne ho messo il 18%).
      Il discorso comunque esula dall’argomento principale del post, la torbidità non sussiste in quanto il bretta ha “mangiato” tutto e la birra è molto limpida. Per lo stesso motivo non avrà effetti sulla schiuma della birra finita.
      Troppo presto per dare giudizi sulla birra perchè è in bottiglia da sole 2 settimane, ma le impressioni sono buone, sicuramente non perfetta, ma era una prima prova, l’obiettivo è di farla maturare e poi, assieme ad amici assaggiatori, cercare di trovarne le pecche e modificarla in modo da renderla migliore di volta in volta. E’ lo stile a cui puntavo quando ho iniziato a sperimentare coi bretta e prima o poi ci arriverò… spero…

      Comunque in linea di massima sono d’accordo con te, anch’io ho eliminato già da tempo il Carapils (quando usato per la schiuma) e non ho mai messo fiocchi “a caso”… penso che la buona schiuma sia dovuta più al buon lavoro del birraio che a questi stratagemmi.

      • Interessante esperimento! Cmq dubito che i Brett riescano a mangiare anche le proteine, o sbaglio? Il problema dei Brett è che non lasciano quasi zero zuccheri residuo, quindi ne risente la tenuta di schiuma ma non per l’assenza di proteina. Credo. 🙂

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