Eccoci tornati dopo la pausa natalizia. Avevo anticipato che mi sarei allontanato dalle pubblicazioni sul blog, ma che non avrei smesso di produrre birra e contenuti. E così è stato.

Chi mi segue sulla newsletter, già sa che durante queste vacanze ho messo in produzione due nuove birre (una German Pils e una Extra Special Bitter) e imbottigliato l’American Barleywine. Sono diventato giudice BJCP di livello Grand Master I e, ovviamente, ho continuato ad assaggiare birre affumicate, in vista del concorso Pastorianus di fine gennaio. Ma non è tutto.

Ho ripreso in mano il mio manuale di ricette, Homebrew To Style, pubblicato per la prima volta all’inizio del 2024, in inglese. Un ricettario che avrei dovuto aggiornare regolarmente con nuove ricette. La scelta dell’inglese serviva in parte a fare ulteriore pratica con la lingua scritta, ma soprattutto per indirizzare il manuale verso un pubblico più ampio.

Col tempo, però, mi sono reso conto che la scelta della lingua inglese non ha ripagato. Aggiornare le ricette richiedeva comunque fatica (nonostante ora si possa usare l’AI per traduzioni più veloci) e la diffusione del manuale fuori dall’Italia è stata modesta. Ci sta: ne esistono talmente tanti in inglese, perché uno dovrebe cagarsi il mio che non copre nemmeno – ancora – tutti gli stili?

L’uso dell’inglese ha penalizzato il mio pubblico italiano, che si è giustamente lamentato. Ho pensato “me ne farò una ragione” e ho proseguito dritto per la mia strada. Non ha funzionato.

Ho quindi deciso di riprendere il progetto, riportandolo alla mia lingua madre. Rileggendolo, mi sono accorto che alcune parti non funzionavano: troppe parole, troppe riflessioni sulle ricette che spesso ripetevano concetti già espressi in altre parti del manuale. Le descrizioni sintetiche dello stile all’inizio di ogni ricetta erano superflue: riassunti del BJCP che non servivano a nulla e che richiedevano tempo aggiuntivo ogni volta che inserivo una nuova ricetta.

Ho deciso di applicare un cambiamento radicale:

  • commenti brevi, sintetizzati quasi sempre nell’introduzione di ogni ricetta
  • impaginazione più schematica e più facile da leggere
  • link alla descrizione del BJCP invece di mie rielaborazioni (spesso inutili, praticamente identiche a quelle originali del BJCP)
  • ultimo, ma non meno importante: testi in italiano.

Nell’introduzione ho mantenuto lo spiegone, a grandi linee, sul mio approccio alla produzione, con indicazioni di massima su come produco il mosto, fermento e imbottiglio. Il mio setup non è sicuramente l’incarnazione dell’approccio produttivo migliore in assoluto, ma per me è funzionale e sono soddisfatto.

Nelle ricette, come sempre, non indico le quantità dei malti in kg né quelle dei luppoli in grammi. Non avrebbero senso, perché le quantità in gioco variano in funzione dell’efficienza del sistema, dei litri prodotti e delle caratteristiche specifiche di malti e luppoli come alfa acidi e potenziale di estrazione.

Alla fine del manuale ho mantenuto una breve guida che spiega passo passo come riportare le ricette nel software Brewfather, in base al peso percentuale dei malti e ai grammi/litro di luppolo indicati nelle ricette.

Cercherò di aggiornare costantemente il manuale ogni volta che avrò consolidato una nuova ricetta. Per ora siamo a 30, un buon risultato. Quando una nuova ricetta entrerà nel manuale, lo segnalerò sulla pagina Facebook del blog e nella newsletter. La nuova ricetta sarà evidenziata nell’indice del manuale con tre pallini.

Ed ecco, quindi: Ricette per birre in stile, scaricabile gratuitamente in pdf da qui.

Qualsiasi suggerimento o critica costruttiva è benvenuta. Sono qui.

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Frank
Di formazione ingegnere elettronico, dal 2012 sperimento, studio e racconto la birra sulle pagine di Brewing Bad. Collaboro con riviste come Fermento Birra e Cronache di Birra. Insieme ad Angelo Ruggiero ho scritto e pubblicato il libro Fare la birra in casa, una guida per homebrewer. Sono giudice BJCP dal 2017 (nel 2025 ho raggiunto il livello Master). Amo viaggiare alla scoperta di birre e pub, per conoscere e vivere la cultura locale.

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