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Belgian Dark Strong Ale Ricetta

Non poteva mancare all’elenco delle nostre birre la Belgian Dark Strong Ale, la birra che ci ha fatto vincere l’edizione 2015 di Brassare Romano. Non è certo una birra sensazionale, ma si è saputa difendere piazzandosi al quarto posto nella quarta e ultima tappa del concorso. Per essere il nostro primo tentativo su questo stile, non ci possiamo lamentare.

La valutazione dei giudici è stata media: tutti hanno riscontrato un “naso scarico” per la quasi totale assenza di esteri caratterizzanti del lievito, ma un buon equilibrio in bocca e, cosa non poco importante, l’assenza di off-flavours. Nonostante la gradazione alcolica di tutto rispetto (ca. 9 gradi), sono assenti polialcoli o aromi strani di solvente o acetone. La birra si beve volentieri e di questo siamo molto soddisfatti.

Come abbiamo già commentato in quest’altro post, l’assenza degli esteri caratterizzanti al naso è dovuta principalmente al tipo di lievito che abbiamo scelto (il Belgian Ardennes della Wyeast, il 3522) e alla temperatura di fermentazione a cui lo abbiamo fatto lavorare per eccesso di prudenza (troppo bassa, probabilmente: siamo partiti da 20 per arrivare a 23 gradi). Qui trovate il racconto dettagliato della fermentazione.

Trattandosi comunque di uno stile che non ci fa impazzire, non credo che ne produrremo una nuova versione a breve, quindi la ricetta per ora rimmarrà così. Abbiamo usato, come malto caratterizzante, lo Special B (5.6%), particolarmente indicato per questo stile poiché produce aromi di liquirizia e frutta secca (datteri, uvetta). Il malto base è un semplice Pale Ale belga affiancato da un Caramunich II (5%), mentre abbiamo usato una buona dose di zucchero: da tavola (7%) e candito bruno liquido (7%), quest’ultimo della Brewferm acquistato su Brouwland (link). Nonostante avessimo utilizzato il solito software per i calcoli del colore (Beersmith), a fine bollitura la birra ci sembrava ancora troppo chiara (anche se, va detto, questo stile secondo il BJCP può essere anche semplicemente ambrato). Preoccupati di far storcere il naso ai giudici, abbiamo macinato al volo un centinaio di grammi di malto chocolate e lo abbiamo messo a mollo in un po’ di mosto prelevato dal boil e leggermente raffreddato, per poi aggiungerlo a fine bollitura. Ha funzionato.

Se dovessimo rifarla, useremmo sicuramente un altro lievito (probabilmente il Trappist High Gravity, il 3787) e alzeremmo un po’ la gradazione alcolica (avevamo pianificato 10 gradi alcolici, ma il mash molto concentrato ha avuto una efficienza molto più bassa del previsto e siamo rimasti sui 9 gradi).

A ogni modo siamo abbastanza soddisfatti: una birra piuttosto alcolica che si fa bere, senza difetti e che comunque ci ha permesso di vincere il concorso!

Il team di Brewing Bad
Il team di Brewing Bad al completo + Barone Birra (ultimo a destra)

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell'homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l'Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica "Il Fermentatore nell'Armadio" su Cronache di Birra.

4 COMMENTS

  1. Ciao Frank e complimenti!
    Volevo replicare questa birra e volevo chiederti che luppoli hai usato e che temperatura di mash.
    Grazie

    • Ciao Alessandro, il mash è stato fatt a 67 gradi. I luppoli sono poco importanti in questa birra: abbiamo usato il Warrior solo in amaro.

  2. Ciao, ma l Special B che avete usato che colore EBC era ? PErchè dovrebbe uscire un colore molto scuro se avete usato il 6% di questo malto

    grazie

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