Homebrewing blog

Brewing bad: è arrivato il libro

SHARE
, / 17672 24

Era un po’ che questa cosa era in ballo, ma tra una cotta e l’altra e impegni vari è stato davvero difficile trovare il tempo per concretizzarla. Intendiamoci, non è che abbia scritto un vero e proprio libro: si tratta di una raccolta di quelli che secondo me sono stati i migliori articoli pubblicati sul blog tra gennaio 2013 e dicembre 2014 (l’idea è quella di far uscire a breve una seconda parte della raccolta, con gli articoli più recenti).

Ho rivisto e corretto tutti gli articoli, attualizzandoli dove necessario e aggiungendo a ciascuno una piccola introduzione per contestualizzare meglio i contenuti. Sono divisi per ambiti: malto, lievito, acqua, attrezzatura, teoria e calcoli, varie ed eventuali (ovvero le mie varie farneticazioni).

Anche se i post originali restano disponibili gratuitamente online, secondo me averli tutti raccolti in un libretto che si può tenere sempre a portata di mano può essere molto utile (lo è stato per me con gli articoli del blog di Beersmith). Acquistarne una copia, poi, è un’occasione per supportare il blog (sempre che vi vada di farlo).

Il libro è disponibile su Amazon (formato Kindle e a breve cartaceo) e su Lulu (formato cartaceo e eBook pdf)

Fatemi sapere cosa ne pensate, qualsiasi commento è benvenuto.

Sotto la copertina e l’indice dei contenuti.

 

Brewing Bad - il Libro

 

Brewing Bad - Libro - Indice dei Contenuti

24 Comments

  • Doppler says:

    Certo che la copertina fa molto Brewing Bad

  • Marco Tanfoglio says:

    Il cartaceo ha sempre il suo fascino <3

  • Maurizio says:

    Beh, innanzitutto bravo! Immagino quanto sia difficile trovare il tempo per tenere in piedi il blog, dedicarsi alla produzione casalinga e poi addirittura ordinare tutto su un libro. Cmq cartaceo tutta la vita

  • Danilo says:

    Complimenti!!! Lo prendo subito

  • Gianniapo says:

    Ho scoperto da poco il blog grazie ad un articolo su”Fermento birra”, ho acquistato the “The beer bible” dopo aver letto la tua recensione, altra bella scoperta, ora comprerò molto volentieri anche il tuo libro!!…certo che la copertina richiama argomenti tipo il narco traffico più che l’homebrewing 😉 Complimenti per tutto!!

    • Frank says:

      Grazie Gianni! Be’, il blog si ispira alla serie Breaking Bad, quindi anche la copertina! 😉

  • Shockwave says:

    Acquisto obbligato, ovviamente formato cartaceo.
    Complimenti per l’idea; ti saprò dire com’è la realizzazione ^_^

    • Frank says:

      Grande! Aspetto recensione, allora.

      • Shockwave says:

        Ovviamente ho mantenuto la parola e l’ho acquistato. Mi è già arrivato circa 3 settimane fa, ma non avevo ancora avuto tempo di guardarlo come si deve (solo una sbirciatina all’arrivo e niente di piu’).
        Ieri mi ci sono messo d’impegno e ne ho letto completamente piu’ di metà.
        Innanzitutto devo dire che all’inizio ero un po scettico sull’utilità di quest’ultimo. Certo, il cartaceo è piu’ immediato da consultare e avere tutto catalogato è comodo ma, mi dicevo, è una raccolta di cose già viste sul blog.

        Mi ha sorpreso capire che non è così (o lo è solo in parte). Innanzitutto la prefazione, dove spieghi la tua storia di homebrewer… dici che birrifichi solo da 3 anni, e hai già messo su un blog cosi’ tanto completo, così tante produzioni e ora anche un libro… COMPLIMENTI!!! Io iniziai tempo fa con i kit, in AG sono passato da pochi anni (circa 3 in realtà) ma sono ancora ad un livello molto piu’ basso del tuo.
        Mi ci ritrovo moltissimo in quello che scrivi, anch’io penso che di blog e siti che insegnano le basi dell’HB sia pieno Internet, che ci voglia qualcosa di nuovo e di diverso, ma soprattutto di INNOVATIVO. Sul tuo blog ho trovato cose che da altre parti non esistono. Quello che cerco di fare io con il mio blog, anzichè postare diari di cotte e ricette (non lo faccio proprio perchè, come dici tu, non mi ritengo esperto a tal punto dal poter “consigliare” ricette), preferisco inserire considerazioni e commenti sulla mia attrezzatura e sui materiali che acquisto e testo, proprio per aiutare chi è alle prime armi.
        Comunque continuando la lettura del libro, ho trovato tantissimi articoli che non avevo letto sul blog (e anche alcuni che, rileggendo, mi hanno chiarito le idee su alcuni punti).
        Ho trovato molto carino anche il commento che hai inserito all’inizio di ogni articolo, per spiegare in che momento e perchè lo hai scritto.
        I miei post preferiti sono ovviamente quelli dove vai contro ogni convenzione e regola (ad esempio quello che tratta il “non-travaso” delle cotte e quello, forse ancora piu’ bello e controcorrente, dove ti scagli contro chi usa lievito liquido senza fare starter); ti adoro quando scrivi in quel modo.
        Che dire… finisco di leggere le ultime pagine e poi resto in attesa del seguito… spero tu non abbia cambiato idea e che sia già in “produzione” ehehe.

        • Frank says:

          Ti ringrazio tanto per le parole: sincere e spontanee. Personalmente anche io pensavo che le raccolte di articoli dai blog fossero in genere ridondanti, ma quando comprai il libretto di beersmith mi sono reso conto invece della sua utilità. Sono molto più consultabili, sottolineabili, insomma… si riesce a studiare meglio e si fissano molto meglio i concetti in mente. La seconda parte arriverà, penso a fine anno se tutto va bene. Questa volta però farò in modo che sia disponibile anche su Amazon, cambiando piattaforma. Questo è stato un primo esperimento, per capire se la cosa era fattibile e se interessa. Grazie ancora, a presto.

          • Shockwave says:

            Dovevi scrivere “VOLUME 1” su questo, per ricordarti che c’è altro lavoro da fare ahaha.

            No, veramente… ora mi hai messo il tarlo dell’acquisto del libro di BeerSmith, ma penso che attenderò.
            Pensa che ho 4 libri in inglese ancora immacolati da leggere (tra i quali “Experimental homebrewing” che mi intriga un sacco e che ho deciso di acquistare grazie alle tue recensioni) e circa 10-12 riviste tra Brew Your Own e Zimurgy da sfogliare (arrivate una settimana fa, ne ho letta si e no mezza).
            Purtroppo tra lavoro, bimba piccola (1 anno) e donna stressata (appunto a causa bimba che si sveglia 4 volte a notte come minimo) sono pochissimi i momenti liberi nella giornata, soprattutto perchè sono da coniugare con l’altra mia passione, i videogiochi.
            Quando arrivi alle 22.00 del lunedì sera, riesci finalmente a mettere a letto la bambina e… “DINGGGG” arriva il messaggio dalla chat Whatsapp degli amici che ti attendono online su WOW (o su di un’altra delle mille diavolerie videoludiche che tutte le volte mi faccio convincere ad iniziare)… addio letture di Homebrew…

  • Fabio says:

    Io ho preso la versione PDF, un po’ per poterlo leggere subito, un po’ per dare un senso al kindle che prende polvere xD

  • Mattia says:

    Letto e finito oggi.
    Mi permetto,per un secondo, di sostituirmi a frank, nel voler scrivere due righe su sto libro. Proprio due.
    Premetto che sono di parte e che Frank me lo sposerei se non fosse già sposato. Il libro si legge tutto d’un fiato., veloce, pulito. Un libro potabile. Fondamentalmente è la raccolta degli articoli del blog, sistemati e raggruppati a dovere. Averli li, pronti all’uso, fà la differenza. La cosa che mi è piaciuta di più, come per il blog, è il fatto di raccontare i vari argomenti in maniera semplice ma dettagliata. Approfondisce dove c’è da approfondire e taglia corto dove le cose non sono rilevanti.
    L’ ABC dell’homebrewer? Per me si. Grazie a questo libro si può imparare: 1) le basi della produzione della birra in casa 2) costruirsi l’impianto 3) capire cosa è realmente importante e cosa non lo è.
    Per chi inizia o per chi ha le idee un pò confuse, sicuramente è un libro da avere e mettere come parte dell’impianto. Per chi invece è già avanti….Torna sempre utile!
    Bravo Frank!

    p.s. Un pò di cura in più sull’impaginazione non guasterebbe 😉

    • Frank says:

      Grazie mille Mattia! L’impaginazione è stato il lavoro più duro, perché non essendo specializzato in queste cose me la sono dovuta cavare con Word e poi fare le conversioni in pdf tramite programmi gratuiti perché word fa casini con i font. Un film, mi sono ricordato il delirio con le immagini ai tempi dell’impaginazione della tesi! Sicuramente si può fare molto di meglio: non sono granché soddisfatto dell’impaginazione nemmeno io, ma ho accettato il compromesso alla fine. Alla prossima farò meglio, promesso. 😉

  • mattia says:

    Eventualmente se hai bisogno una mano te la posso sempre dare 😉

Leave A Reply

Your email address will not be published.