SHARE

Di solito non recensisco un libro prima di averlo finito. Al limite, lo confesso, qualche volta salto alcuni passaggi che espongono concetti che conosco bene, o quantomeno li leggo molto velocemente. Ma la recensione, di solito, la scrivo una volta arrivato in fondo.

Ma ora lo sto facendo: sto scrivendo la recensione di The Beer Bible prima di averlo finito di leggere. La ragione è semplice: il libro è lungo, intenso ma molto bello. Pieno di dettagli interessanti. Non riesco a saltare nemmeno una riga: me lo sto godendo pagina dopo pagina. Per questa ragione, dopo circa un mese di lettura, non sono ancora nemmeno arrivato a metà. Ritardare ulteriormente la recensione mi dispiaceva, dato che vorrei consigliare a voi tutti di andarlo di corsa a comprare!

Jeff Alworth, autore di questo libro, ci propone una vista innovativa sul mondo birrario: mentre guarda sempre con rispetto alla tradizione, la integra con attente riflessioni e molteplici spunti derivanti da indagini portate avanti negli ultimi anni da illustri storici della birra tra cui nomi del calibro di Ron Pattinson (Shut Up About Barclay Perkins) o Martyn Cornell (Zythophyle).

Lo dico subito: mi sono innamorato di questo libro. Tra quelli usciti oltreoceano negli ultimi tempi (e sono molti), questo è uno dei pochi di cui si può dire: ah!, ecco il libro che mancava. Contrariamente a quanto il titolo possa far pensare (l’autore confessa di averlo “subìto” dalla casa editrice che in precedenza aveva pubblicato “The Wine Bible“) non siamo davanti a un mattone. Il libro è lungo, certo, ma scorre via senza intoppi. Dopo la dovuta introduzione su come si produce la birra e sugli ingredienti principali, affronta una per una le maggiori famiglie di stili birrari passando in rassegna miti e leggende e raccontandone caratteristiche e storia. Il libro è frutto di mesi di viaggio che l’autore ha intrapreso con penna e taccuino alla mano; è andato a intervistare birrai in giro per il mondo facendosi raccontare aneddoti e peculiarità degli stili locali. È riuscito a visitare birrifici difficilmente aperti al pubblico come Samuel Smtih in Inghilterra, per esempio, di cui ci racconta la storia in un inserto alla fine del capitolo dedicato agli stili inglesi.

Nel libro troviamo una grande quantità di notizie interessanti (soprattutto nei piccoli box informativi che riempiono le pagine), oltre a tanti miti e leggende che recenti ricerche storiche sembrano aver sfatato (come per esempio la storia della IPA inglesi nate con i viaggi in India o quella delle Scotch Ales che venivano fatte bollire per ore per caramelizzare il mosto).

La scrittura è snella, avvincente e il libro scorre via come un romanzo. Pieno di informazioni, divertente e mai pretenzioso, The Beer Bible dovrebbe diventare a mio parere il libro di testo di qualsiasi corso sulla birra.  Consigliato a chi si è appena avvicinato al mondo della birra ma anche ai più esperti che troveranno in questo libro la razionalizzazione di tante notizie lette in giro per i vari blog sparsi sul web.

Unica pecca, forse, è che si percepisce a volte “l’americanità” dell’autore (in particolare sulle birre consigliate per provare i diversi stili). Allo stesso tempo, però, si nota anche il notevole sforzo che ha fatto l’autore per non rimanere ancorato al punto di vista americano sul mondo della birra artigianale.

Compratelo: non può mancare nella vostra biblioteca birraria.

Del libro e dell’autore (Jeff Alworth) abbiamo parlato in una puntata di BeerRock che potete riascoltare a questo link. Jeff Alworth scrive anche periodicamente su All About Beer e sul suo blog Beervana. Rilascia anche gratuitamente dei podcast su SoundCloud in cui approfondisce alcuni aspetti della birra (ma anche del sidro).

Il libro è disponibile su Amazon.it a 19€: The Beer Bible

Jeff Alworth - Beervana
Jeff Alworth, autore di The Beer Bible

SHARE
Previous articleYeast Battle: London Ale I vs London Ale III
Next articleNEWS | Experimental Homebrewing: il podcast

Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell’homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l’Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica “Il Fermentatore nell’Armadio” su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

3 COMMENTS

  1. Ciao Frank!! Prima di tutto vi faccio i complimenti per tutti gli interessanti articoli che pubblicate, spesso motivo di riflessione e di approfondimento! Volevo chiederti, a proposito di The Beer Bible, se è scritto in un inglese comprensibile anche ai meno conoscitori della lingua! Ad esempio Radical Brewing è fatto benissimo ma alcuni passaggi sono intraducibili (ma intuibili) da parte mia, a causa di un lessico molto poco scolastico 🙂

    • Ciao Andrea,

      l’inglese di The Beer Bible non è difficilissimo, ma nemmeno basic. Forse al livello di Radical Brewing, magari leggermente più semplice. Te lo consiglio comunque perché è un libro super interessante.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here