Non serve incaponirsi con l’acqua per fare una buona birra. Alcuni parametri vanno gestiti correttamente dalla prima cotta all grain, ma le modifiche più avanzate hanno senso solo in una fase successiva, quando la ricetta è consolidata e la birra è già buona. Servono semplicemente a rifinirne ulteriormente il profilo.
Questa guida si concentra su ciò che è davvero importante gestire fin dalla prima cotta, lasciando le regolazioni più precise a una fase successiva, quando i risultati saranno già più che soddisfacenti e si vorrà lavorare sui dettagli.
Approfondimenti specifici sulla chimica e sulla gestione dell’acqua sono disponibili nella sezione “Acqua” della pagina Gli ingredienti della birra.
• Attrezzatura essenziale •

Un buon misuratore di pH
I parametri più importanti da controllare nella gestione dell’acqua sono il pH di ammostamento e quello di bollitura. Un misuratore affidabile permette di effettuare correzioni precise, senza procedere alla cieca.
Cartine tornasole e misuratori di pH da 10-15 € non offrono un’affidabilità sufficiente. Meglio investire in uno strumento che garantisca misure ragionevolmente accurate. Dopo aver provato diversi modelli, più o meno economici, la mia scelta è il Milwaukee MW101.

Acido lattico
È molto raro che il pH di ammostamento e bollitura ricada esattamente nel range ideale senza alcuna correzione. Per questa ragione è utile avere a disposizione dell’acido lattico: aggiunto in piccole quantità all’acqua, permette di correggere facilmente il pH e portarlo nel valore desiderato.
Nonostante l’odore dell’acido lattico nella boccetta non sia particolarmente piacevole, non è percepibile nella birra finita, anche quando viene utilizzato in quantità significative.
