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Da diversi anni, ormai, il mio piccolo impianto è alimentato a corrente. Il mio interesse per l’elettrico è nato da necessità: dovendo brassare in un garage, inizialmente, con gli altri ragazzi di Brewing Bad, non potevamo utilizzare bombole né mettere a bollire il pentolone sui fornelli di casa. Siamo quindi stati costretti a valutare l’opzione elettrica, altrimenti non avremmo più potuto produrre. Quell’impianto (che non funzionava granché, va detto) è stato ormai dismesso da un paio di anni (da quando non facciamo più birra insieme). Quell’esperienza però è stata fondamentale per mettere in piedi il mio attuale impianto casalingo con cui mi trovo davvero bene.

Oggi però non voglio addentrarmi nei dettagli dell’impianto (trovate qui la prima versione, qui la attuale); vorrei invece focalizzarmi sulla scelta della resistenza, argomento che spesso genera confusione e che rappresenta l’ostacolo maggiore per chi vuole addentrarsi nel mondo dell’elettrico.

Premetto che, pur essendomi laureato in ingegneria elettronica (ormai quasi 20 anni fa), non sono molto pratico di elettricità. Questo significa principalmente due cose: (1) che potrei essere impreciso nei termini (come sempre mi focalizzo sulla concretezza) e (2) se l’ho fatto io, può farlo davvero chiunque. Vediamo.

QUALE RESISTENZA

Quando si parla di impianti elettrici per produrre birra, si fa spesso riferimento alle resistenze a bassa densità di potenza. Cosa sono, esattamente? Il concetto è semplice: la resistenza (sia che venga usata in bollitura che nel mash) si trova a contatto con il mosto. A differenza dell’acqua, il mosto contiene zuccheri e altri componenti organici. Questi, se posti a contatto con un calore eccessivo, potrebbero bruciarsi. Una resistenza a bassa densità di potenza garantisce una distribuzione ampia del calore senza creare hot spots, proteggendo il mosto da bruciature e da eccessivo imbrunimento.

Spesso non è facile capire quali resistenze sono a bassa densità di calore e quali no. Non sempre questa caratteristica è evidenziata dai produttori e la tentazione di acquistare una semplice resistenza da scaldabagno è forte (come questa in rame, venduta da Birramia a 10€). Come fare?

Nel dubbio, evitiamo di acquistare resistenze a casaccio su Amazon solo perché sono economiche. Birramia, nella descrizione della resistenza da 10€, scrive chiaramente che si può usare per scaldare l’acqua di sparge, quindi evidentemente non va bene per il mash. Del resto, difficile che una resistenza per scaldabagno sia a bassa densità di potenza, dato che l’acqua non subisce caramellizzazione o reazione di Maillard a contatto con il calore e quindi non cambia sapore né colore.

Le resistenze a bassa densità di calore sono ovviamente il top, in America ne commercializzano diverse. Quella della Blichmann (BoilCoil™) è particolarmente interessante, ma in Italia non si trova. Qualcosa di simile lo produceva l’italiana Braumaster (non so se la produce ancora). All’epoca la comprammo, ma non rimanemmo molto soddisfatti e il prezzo è comunque proibitivo (250€). La bollitura era molto flebile e sembrava che il calore fornito non fosse uniforme facendo bollire il mosto soprattutto da una parte della pentola. Come si vede dalla foto, non è in acciaio inox.

Blichmann Braumaster resistenza elettrica

In genere, a parità di potenza, più l’elemento riscaldante è lungo (di solito è ripiegato su se stesso) minore sarà la potenza per unità di lunghezza. Le resistenze Camco Ultra Low Watt, ad esempio, sono molte lunghe e vengono consigliate dal bellissimo sito TheElectricBrewery. Peccato che abbiano dei wattaggi esagerati e siano disponibili a prezzi umani solo su Amazon americano (con tutti i problemi della spedizione internazionale).

Camco resistenza bassa densità di potenza
La resistenza Camco a bassa densità di potenza

Cercando su Amazon.it si trovano diverse resistenze, di forme più o meno varie, ma non quelle dichiaratamente a bassa densità di potenza. Alcune sono a prezzi stracciati (10 o 20 euro per resistenze da 2000W). Andranno bene? Non lo so, sinceramente, probabilmente no. Nel dubbio, eviterei di acquistarle. La cosa migliore, a mio parere, è rivolgersi a chi ha esperienza al riguardo o a chi le commercializza appositamente per l’utilizzo nel mash o nel boil.

Uno di questi siti (da cui ho acquistato la resistenza inox che uso attualmente) è AngelHomebrew: commercializza diverse resistenze, alcune in acciaio inossidabile 316. Le migliori sono quelle più costose (ovviamente), ma tutte quelle disponibili sul sito sono adatte alla bollitura del mosto. Io ho acquistato quella da 2.4 kW, in acciaio inox 316 a forma allungata, già cablata (foto sotto) e mi ci trovo benissimo.

AB - Kettle Element - Big - 24 - con logo

Per molto tempo ho fatto cotte con il bollitore della Brupaks (anche questo realizzato per la bollitura del mosto) che montava un elemento riscaldante simile a quelli ripiegati su se stessi venduti da AngelHomebrew. Non era in acciaio inox (infatti dopo un po’ si è rovinato, come si vede dalla foto sotto) ma non ha mai bruciato il mosto.

Brupaks boiler

Un’altra soluzione è quella di contattare Elettronica Gandolfi, un negozio che produce tantissimi tipi di resistenze su misura. Sono competenti, esperti e soprattutto ne hanno prodotte diverse su richiesta di tanti homebrewers. Mi hanno detto che i prezzi sono ragionevoli e la spedizione veloce.

Elettronica Gandolfi

Ulteriore alternativa: sul sito del progetto Brew-Pi sono state recentemente commercializzate delle ottime resistenze in acciaio inox. Le cablano completamente e spediscono dall’Olanda, quindi niente problemi di dogana. La più piccola però è da 3000W ed è difficilmente utilizzabile in casa con il classico allaccio da 3kW.

Brewpi heating elements

Molti mi hanno chiesto informazioni sulle resistenze a immersione, tipo quella nella foto in basso, venduta su Amazon.it a 24€. Classificata genericamente come “inox”, dubito possa essere 304 o 316 visto il costo ridotto. Sicuramente si può usare per qualche prova, ma avere un impianto con resistenza mobile di scarsa qualità non è il massimo. Qualcuno la usa con soddisfazione per dare vigore al boil sul fornello di casa (insieme al gas).

resistenza a immersione

Un altro sito che vende materiale di qualità per impianti elettrici è il francese Micro Brassage. Personalmente non ho mai fatto acquisti su questo sito ma sembra ben fatto e me ne hanno parlato molto bene.

A mio avviso è comunque molto importante comprarle già cablate, a meno che non siate pratici di elettricità. La corretta messa a terra è fondamentale in un sistema elettrico a contatto con acqua ed elementi di metallo.

IL MATERIALE

Queste resistenza devono essere per forza in acciaio inox? Sicuramente l’inox è il miglior materiale da usare a contatto con il mosto perché è resistente all’acidità e quindi alla corrosione. Non sono un esperto di metalli, ma come dico sempre bisogna ragionare con un po’ di senno. È vero che il rame, per esempio, può essere pericoloso per l’organismo; il discorso ha senso però se usiamo una pentola di rame tutti i giorni per cuocere i pasti. Alla lunga, l’accumulo di composti del rame nel corpo potrebbe divenire critico e causare dei problemi.

Utilizzare invece un elemento in rame una volta ogni tanto per produrre qualche litro di birra (che berremo un po’ per volta in un intervallo di tempo piuttosto lungo) non credo possa costituire un pericolo per la salute: lo è molto di più l’alcol che ingeriamo strada facendo. A ogni modo, consiglio vivamente di usare elementi in inox, per via della loro resistenza alla corrosione. Ciò detto, se volete acquistare a meno prezzo un elemento non inox e farci qualche birra di prova per testare l’impianto, secondo me non succede nulla di grave.

QUANTI WATT?

Eccoci al punto cruciale: quanti Watt servono per produrre la classica cotta da 20 litri? Dipende molto dal setup. Alcuni infatti utilizzano la resistenza elettrica solo per il mash, altri (come me) usano la stessa resistenza per mash e bollitura. Altri ancora utilizzano due resistenze diverse, una per il mash e l’altra per la bollitura.

Per far bollire decentemente 25 litri di mosto (che in genere producono 20 litri nel fermentatore), una resistenza da 2000W può essere sufficiente: la bollitura non sarà molto vigorosa ma comunque accettabile (magari con l’accortezza di far bollire sempre 90 minuti per aiutare la volatilizzazione del DMS, più lenta con una bollitura fiacca). Del resto, molti impianti elettrici all-in-one (GrainFather, Braumeister) sono dimensionati con resistenze da 2000W e funzionano piuttosto bene. Una resistenza da 2500W secondo me è più adatta in quanto garantisce anche una maggiore velocità nelle rampe di riscaldamento per portare l’acqua a temperatura di mash e successivamente il mosto in bollitura. Nel mio impianto, con resistenza da 2400W, faccio bollire 20 litri con una evaporazione di circa 3 litri/ora.

Per mantenere la temperatura di mash, è sufficiente una resistenza molto meno potente. Il GrainFather, per esempio, ha una doppia impostazione che permette di usare 500W nel mash e 2000W in bollitura. L’utilizzo di una resistenza a basso wattaggio nel mash permette di ridurre l’inerzia quando la resistenza viene spenta. Questo rende possibile il mantenimento della temperatura di mash anche con un semplice STC 1000. Portare l’acqua di mash a temperatura con una resisteza da soli 500W è però assolutamente sconsigliato, ci vorrebbe troppo tempo. Nel mio impianto, che utilizza una sola resistenza da 2400W per mash e bollittura, ho dovuto gestire il mash con un PID per abbattere l’inerzia (inevitabile con una potenza così alta).

Si potrebbe pensare di utilizzare una sola resistenza per mash e boil variandone la potenza con un qualche regolatore. Come ho detto non sono un esperto nel fai da te elettrico, ma da quello che ho capito non è affatto semplice costruire un regolatore di potenza per via della grande quantità di calore che deve essere dissipata (sicuramente un modo c’è, ma non è banale probabilmente).

CONSUMI E COSTI

Partiamo da una certezza: con una utenza casalinga standard da 3kW è possibile gestire una cotta da 2000W, anche mantenendo qualche piccolo elettrodomestico acceso (tipo il frigo). Nella mia esperienza ho fatto diverse cotte con la resistenza da 2000W, frigo in funzione e scaldabagno accesso a tratti (manteneva solo l’acqua a temperatura).

Quando sono passato alla resistenza da 2400W ho fatto l’upgrade dell’utenza domestica a 4,5kW. Non era strettamente necessario, ma per quieto vivere in casa ho preferito farlo (così da poter tenere acceso il condizionatore del salotto in estate mentre il mosto bolle).

Per quanto riguarda i consumi, chi pensa che con l’elettrico si spenda parecchio, sbaglia. Nel caso peggiore (link) il costo dell’energia è di 0,44€ al kW/h. Questo significa che per un’ora di bollitura con una resistenza da 2000W spenderemmo meno di un euro. Volendo essere pessimisti e raddoppiando questo tempo per tenere conto delle rampe di salita della temperatura, arriviamo intorno ai 2€ per tutta la cotta (durante il mantenimento della temperatura di mash il consumo è irrisorio). Ripeto, siamo nel caso peggiore, ovvero bassi consumi nell’anno e alta potenza contrattualizzata. In realtà il costo medio più probabile si aggira intorno a 1€. Mi sembra più che ragionevole, no?

Se avete domande, suggerimenti, o se ho scritto qualcosa che non vi convince, scrivete pure nei commenti. Leggo e discuto volentieri!

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell’homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l’Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica “Il Fermentatore nell’Armadio” su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

51 COMMENTS

  1. Frank,
    due precisazioni:

    1. BrewPi è situato ad Eindhoven, quindi bisognerebbe dire che spediscono dal Brabante Settentrionale e non dall’Olanda. Riferendosi invece alla nazione, dovrebbero essere chiamati Paesi Bassi.
    I Paesi Bassi sono a loro volta divisi in 12 Provincie tra cui l’Olanda Settentrionale, l’Olanda Meridionale ed il Brabante Settentrionale.

    2. La resistenza più piccola che hanno è da 2800 Watt, usando una tensione di 230V. Penso che si possa usare anche con un utenza da 3kW senza problemi (a patto di non accendere altri elettrodomestici).

    Ottimo articolo ben scritto e chiaro come al solito!

    • Ciao Marco! Sperando che il primo punto fosse ironico… 🙂 rispondo al secondo: forse ce la si fa, ma rischi di dover spegnere anche il frigo. Poi dipende molto da cosa hai in casa, ovviamente.

      • Ciao Frank, BrewPi dichiara 11w/cm2 per le sue resistenze, pur dicendo che sono a bassa densità di potenza, per caso è troppo? Gandolfi le fa, mi pare, a 7W/cm2. E poi non è ben chiaro di che aisi inox sono fatte. Sai qualcosa in più?

        • Ciao Fabio, sulle resistenze di BrewPi andrei tranquillo sul tipo di inox. Sulla densità non saprei dirti quale sia il valore ottimale, ma essendo pensate apposta per questo tipo di applicazione, di nuovo, non mi farei troppi problemi né su Gandolfi né su BrewPi.

      • Ciao a tutti! Visto che ho scelto la resistenza di brewpi da 2800 w mi pare doveroso condividere i dati del primo test, fatto con 30 litri di acqua (il massimo per le mie cotte) in una polsinelli da 35 litri (che ho piacevolmente scoperto avere una capienza effettiva di 40 litri: diametro interno 37 cm, altezza interna 37,5 cm). Partendo da una temperatura iniziale di 23° C, senza coperchio, l’acqua ha raggiunto 55° C in 23′ e 67° in 33′. Quindi ho spento la resistenza per verificare l’inerzia: con mia sorpresa (forse mi sfugge qualche variabile) la temperatura non è più salita, se non, forse, di 0,2° C (questo mi fa pensare che potrei provare a controllare il mash con STC-1000…). Quindi ho messo il coperchio e lasciato tutto spento per 1h, per verificare la perdita di temperatura: senza nessuna coibentazione la temperatura è scesa fino a 63,2° C, quasi 4° C. A quel punto ho tolto nuovamente il coperchio e riacceso la resistenza: la bollitura (100° C) è arrivata dopo 45′ (mi aspettavo meno in realtà). Dopo altri 15′ la T è arrivata al picco mai più superato di 105° C, con una bollitura discreta (mai vigorosa quanto mi accadeva col fornellone sotto). Trascorsa 1h dall’inizio della bollitura ho spento tutto. Ho aspettato il giorno dopo che la T dell’acqua tornasse a 23° C e ho misurato i litri rimasti: 24. Nonostante la bollitura non mi sembrasse vigorosa, l’evaporazione di 6 l/h mi pare comunque soddisfacente (col fornellone arrivavo a 9 l/h).
        Tutta la prova è stata eseguita su fornitura enel tradizionale da 3Kw, senza staccare frigo (con annesso congelatore) della cucina e ulteriore congelatore a pozzetto che ho in cantina. Naturalmente non ho usato lavatrice, lavastoviglie, bollitore del tè etc. ma luci e piccoli elettrodomestici (router, stereo, tv…) hanno funzionato come negli altri giorni. Credo che non chiederò passaggio ai 4,5 Kw, stando così le cose…
        Tutto qua, scusate per la lungaggine!

  2. Il mio piccolo contributo se può servire. Ho sperimentato da poco una resistenza da 2500W facilmente modellabile con una piegatubi e piuttosto interessante al nostro scopo, lascio il link sperando di non infrangere alcuna regola, si trova sulla baia per intenderci e mi sembra che rispetto a quelle proposte nel tuo post (interessantissimo come al solito, complimenti!) abbia il vantaggio di avere una densità inferiore. Al momento sono abbastanza soddisfatto, il costo è inferiore a quelle dei siti specialistici e il lavoro in più è modesto… questo il link http://www.ebay.it/itm/140532614549?_trksid=p2060353.m1438.l2649&ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT
    Ancora un piccolo pensiero, la forma della pentola (alta e stgretta piuttosto che bassa e larga) influisce e non di poco sulla forza della bollitura, ricordiamoci che è possibile coibentare la pentola per rafforzare la bollitura.
    Il materiale dovrebbe essere food grade
    Saluti

    • Ciao, grazie mille per il contributo! Sulla resistenza che hai linkato nutro qualche dubbio: leggendo la descrizione non vedo indicato il materiale. Se sei riuscito a piegarla, dubito che possa essere inox 304 o 316 (ma potrei sbagliare). Assolutamente corretta l’osservazione sulla forma della pentola, anche se non so quanto cambi nella pratica (fintanto che si usa una pentola del volume giusto per la bollitura). Non ho capito cosa “dovrebbe essere food grade”: ti riferisci alla resistenza che hai comprato (in questo caso il dovrebbe non mi piace…) o all’isolamento della pentola (non c’è bisogno che sia foodgrade dato che non è a contatto con il mosto).

  3. Ah ah il dovrebbe è figlio di un pò di timidezza… e relativo alla resistenza naturalmente.
    Ancora un pollice su per il tuo sito!

  4. Un articolo stupendo che avrei voluto un anno fa, quando ho iniziato a cercare chiarezza nel confuso mondo delle resistenze Inox.
    Purtroppo viene venduto di tutto e descritto in modo assolutamente impreciso spacciando per inox quello che in realtà è una squallida cromatura.
    Per il mio impianto, dopo diverse fregature, nella pentola di boil ho messo una resistenza interamente inox trifase da 4,5kw fatta da una ditta di Verona (tipo Gandolfi). Si pagano care (la mia 180€) ma con la salute non si scherza.
    Per la pentola di sparge mi sono trovato benissimo con quelle offerte da Brewpi. Rapporto qualità prezzo fantastico. Sono cinesi ma selezionate da un’azienda che produce con qualità. Credo che si potrebbero anche usare tranquillamente per il boil… Ho preso quella da 5,5kw.
    Le Camco sono usatissime in USA ma non sono inox…
    Comunque consiglio se possibile di prendere resistenze Trifase in modo da poterne controllare la potenza facendo andare una o piu fasi insieme (ovviamente con contatore monofase).

    • Grazie Kead! Le Camco ora le fanno anche in stainless steel, ma sempre in US (le vendono sul sito di Electric Brewery). La soluzione in trifase mi sembra interessante. Ma come funziona? Tipo con un interruttore aumenti la potenza?

      • Si, ora le Camco le fanno anche in inox ma hanno un costo ben diverso e son difficili da trovare.
        La soluzione del trifase è semplice. Una resistenza trifase è praticamente composta da tre singole resistenze monofase. Quindi la alimenti da un Neutro comune e 3 Fasi tutte a 220v.
        Morale: con un interruttore(o meglio tre) decidi se alimentare una, due o tutte e tre le resistenze.
        Pertanto nel mio caso, con la resistenza Brewpi da 5,5kw (8 amper per fase), posso scegliere se avere:
        – una fase 8A x 230v = 1850W
        – due fasi (8+8)A x 230v = 3680W
        – tre fasi (8+8+8)A x 230v = 5500W
        Ovviamente scelgo la potenza in funzione della dimensione della cotta o di altre esigenze varie…

  5. Per rendere l’idea a chi è interessato, da Gandolfi noi un paio di anni fa una resistenza da 3 kW la pagammo 85,40 € + s.s.

    • Ciao Circolare o dritta, aisi 316 o 321? Sto vedendo pure io da gandolfi ma per la dritta o circolare da 3000W mi chiede 90+IVA+Ss. Mi serve per cotte da 23 finali. Qualcuno dice che va bene anche la 2,5KW (48€+IVA+ss) per quei volumi, dove comunque avrei il problema del foro da circa 41mm, dado e guarnizione (non fornite). Mentre per la circolare ci sarebbero 2 attacchi da 1/2pollice credo senza cappucci o tappi isolanti

      • Non so quale tipologia sia l’AISI 321, quindi non so risponderti. Se vuoi andare sul sicuro prendi il 316, ma è molto probabile che anche il 321 vada bene.

  6. Grazie per l’articolo Frank, capiti proprio nel momento giusto dato che devo trasferire la mia produzione nel garage e devo prendere in considerazione l’elettrico. Qualche esperienza con l’induzione?

    • Ciao Bock, non ho avuto esperienza con l’induzione ma tempo fa lessi un interessante articolo su Zymurgy. Sicuramente funziona per bassi litraggi, ma il fatto di dover acquistare fornello e pentola apposita secondo me la rende meno pratica. La resistenza elettrica alla fine puoi montarla su qualsiasi pentola, secondo me è più comoda.

      • PS. si può anche usare una di quelle placche che convertono l’energia a induzione in calore, ma secondo me in quel caso perdi i benefici dell’induzione (che riscalda tutta la pentola) e ritorni a un semplice fornello elettrico che riscalda solo il fondo della pentola e che, secondo me, non ce la fa con 2000W a far bollire decentemente il mosto. Ma parlo in linea teorica, non ho mai provato tutto ciò.

  7. Una scemenza… immergendo direttamente la piastra sul fondo della pentola chissà cosa accadrebbe? La piastra la vendono come inox esternamente, quindi da questo punto di vista è ok, migliorerebbe la resa? Brucerebbe il mosto? Ma la curiosità si paga si sa. Grazie Frank e un saluto a titti.

  8. Scusate, anche io sto valutando il passaggio dal GPL all’elettrico, ma non ho proprio idea di come dimensionare la/le resistenze.. possiedo una pentola per il mash da 64 cm di diametro e alta 52, magari ne servono due?
    Da quanti Watt?
    Grazie per l’aiuto.

    • Ciao Tommaso, dipende da quanti litri devi far bollire. Nel post ci sono alcune indicazioni, le hai lette?

  9. SI, le ho lette e non la utilizzerei per bollire ma per il mash.
    Faccio un mash con 60/70 litri per volta, non credo che basti semplicemente raddoppiare, no?
    Oltretutto ho chiesto consiglio a quelli di BrewPi e mi hanno raccomandato una resistenza trifase da 8500W!
    Scusatemi ma ho qualche perplessità.

    • 8500W sono tanti, ma non credo sia così sovradimensionata. Secondo me per far bollire bene 40 litri di mosto serve almeno una resistenza da 5000W. Ma non ho esperienze personali in merito, quindi prendi questa affermazione con le pinze.

  10. Per quanto riguarda un impianto a tre tini con una produzione di 25/50l (quest’ultimo più raro), si può avere problemi di carbonizzazione/caramellizzazione con una resistenza in pentola? Stavo valutando quella da 2000w di Gandolfi per controllare la fase di mash.

    • Come ho scritto nel post, dipende dal tipo di resistenza. Io non ne ho mai avuti, nemmeno quando ho prodotto una delicatissima pilsner (almeno non a un livello tale da percepirne l’effetto all’assaggio). Se la resistenza è ben fatta non si caramelizza nulla, o cmq si caramelizza come sul fondo di una pentola con fiamma diretta sotto.

      • nella foga di chiedere e per non intasare i commenti mi sono dimenticato di ringrazziarti. La pagina è fantastica e si trovano delle informazioni veramente utili, poi mi piace parecchio il taglio che date alle vostre pubblicazioni! Thanks

  11. Per colpa di questo articolo mi è venuta la malsana idea di mettere anche nel mio impianto una resistenza per controllare la temperatura di mash con stc1000.
    Il problema è che il mio impianto da 50 l è a gas; quindi vorrei usare una resistenza da 800 w solo per il mantenimento della temperatura, però se metto la resistenza sul fondo della pentola (sotto al fondo filtrante) ho la quasi la certezza di bruciare tutti i cavi.
    So che questo problema è poco inerente all’articolo ma adesso che mi hai dato questa idea devi prenderti le tue responsabilità.
    Grazie in anticipo per i tuoi fantastici articoli, e spero che nelle mie parole si colga la sottile ironia XD.

    • Ciao Lorenzo, mi fa piacere che l’articolo ti abbia ispirato 🙂 Dunque, non ho esperienza in merito a sistemi misti gas/elettrico, ma a naso direi che la soluzione migliore è mettere a resistenza fuori dalla pentola, ovvero utilizzare un sistema RIMS (se cerchi su internet trovi diversi articoli in merito). Devo dire però che non sono sicuro al 100% che la fiamma bruci i cavi: se utilizzi un attacco rimovibile (un cavo che finisce con un attacco maschio che si collega alla resistenza, come il cavo di alimentazione del pc desktop) è probabile che non si bruci nulla. Alla fine il calore della pentola quello è, l’importante è non far arrivare la fiamma alla presa (ma non sono sicuro di quello che dico, quindi prendilo con le pinze). Altrimenti, usa un’altra pentola per la bollitura.

  12. Ciao Frank, ti chiedo una conferma: quando scrivi che la resistenza dentro alla pentola (se ben fatta) non caramellizza nulla, ti riferisci ad un sistema che preveda comunque un doppio fondo, o questo è necessario solo in caso di BIAB per non danneggiare la sacca? Mi confermi che i grani possono stare tranquillamente a contatto con la resistenza in funzione durante il mash?
    Inoltre: nel caso di mash “tradizionale” senza sacca, è necessaria la pompa per far circolare il mosto da sotto a sopra? (A parte che su Brulosophy è descritto un sistema BIAB senza pompa, che mi tenta parecchio in realtà…).
    Grazie… scusa se sono argomenti ridondanti ma sto seriamente pensando alla resistenza, continuando però a fare un all grain tradizionale con mash in pentola e sparge con filtro zapap: prima di fare la spesa (e probabilmente passare a fornitura da 4,5 kW) sto cercando di avere le idee il più chiare possibile…

    • Ciao Simone, il doppiofondo a mio parere è necessario: il contatto tra grani e resistenza non è il massimo, in quel caso si potrebbero bruciare. Il ricircolo non è intrinseco del BIAB, ma si rende necessario quando si vuole controllare la temperatura di mash accendendo e spegnendo la resistenza. Senza ricircolo non si potrebbe avere una temperatura sufficientemente uniforme all’interno della pentola. Il problema, nel BIAB, è che la sacca impedisce di utilizzare il classico sistema a pale con motorino che girano mash. Se fai BIAB con infusion mash (ovvero semplicemente portando a temperatura e lasciando così per un’ora, tollerando un leggero calo di temperatura), il ricircolo non serve.

  13. ciao Frank! bellissimo articolo! io possiedo una bielmeier e a parte il litraggio ridottoche consente la pentola, non sono contento per niente della bollitura. devo lasciare il coperchio a metà per avere una bollitura più o meno decente. sto attrezzando la pentola da 50 litri per produrre i classici 23 litri di birra finiti. possiedo lo stesso PID che hai tu, realizzato grazie al tuo articolo. il PID è talmente comodo che non ci vorrei rinunciare! allora ho due cose in mente:
    1) montare una resistenza sulla pentola tipo questa http://www.angelhomebrew.co.uk/it/bollitore-elements/290-3kw-ss-kit-elemento-ondulazione.html ma riesce a far bollire decentemente 30 litri di mosto? per la corrente non ho problemi perchè a casa ho 4,5kw
    2) organizzarmi per costruire un rims tube e continuare a bollire con il fornellone a gas. questa soluzione prevede lo sbattimento di avere la bombola del gas appresso.
    3) ho paura che la resistenza che ho visto possa bruciare/caramellare il mosto, anche se da quello che dici dovrebbe essere adatta all’uso in ambito homebrewing.
    Ti ringrazio dell’attenzione e mi piacerebbe avere un tuo parere in merito. Ciao.

  14. ciao frank, omplimenti per il bloh, molto molto utile.
    per ora sto facendo birra in BIAB con fornellone a GPL, ma volevo passare all’elettrico.
    Ti volevo chiedere come hai fatto a collegare la resistenza da 2,4kw alla spina schuco.
    IO ho cercato adattatori capaci a supportare una tale potenza, ma con scarsi risultati.
    La mia idea èra quella di tagliare la spina UK e collegare i cavi direttamente ad una spina schuko.
    mi sai dire quali cavi sono la fase e quale la massa? oppure come hai risolto tu questo problema?

    • Ho semplicemente comprato una spina che supportasse 10 Ampere, staccato quella inglese e collegato quella italiana. Quando apri la presa inglese è chiaro quale è il cavo di massa, è quello che arriva al collegamento centrale. Non mi è chiaro dove sia la difficoltà, perdonami. Prese da 10A le trovi ovunque, si usano per gli asciugacapelli, i ferri da stiro, non sono difficili da trovare. Conta poi che 2.4 kw sono su corrente UK che se non erro è 230V. Da noi, con 220V, sicuro rimani sotto i 10A perché la potenza della resistenza è più bassa.

      • grazie per la risposta Frank,
        ma cambianto voltaggio da 230 a 220 cambia la potenza ma l’amperaggio rimane uguale e cioè 10,4A.
        Quindi una resistenza che in UK è da 2.4KW da noi è 2.29 KW
        Te lo chiedo perchè siamo al limite e non vorrei fondere l’adattatore nel bel mezzo di una cotta. Però se a te funziona mi fido e vado con l’adattatore.
        Grazie e complimenti ancora

    • A vederla sembra ottima. Mi hanno detto però più persone che da quel sito sono lentissimi a spedire, ma non ho avuto esperienze personali. Occhio che quella resistenza non ha i collegamenti montati, quindi devi essere pratico di elettricità per assemblarla. Io ho preferito acquistarla già montata.

      • Per il montaggio non ci sono problemi, sono un Po diffidente per la diversità di prezzo. Ho chiesto a loro le tempistiche per la spedizione e aspetto risposta.

  15. Ciao!! Causa trasferimento in casa senza gas sto modificando il mio impianto AG. A forza di informarmi e soprattutto grazie al tuo sito comincio ad avere le idee un po’ più chiare. Purtroppo lavoro nel settore idraulica e quindi sono un asino in elettrico :-P. Volevo chiederti un chiarimento se lo sai. Ho fatto fare preventivi per le resistenze e mi piacevano le trifase perché posso ‘giostrarmi’ le potenze. Però non ho capito a modo una cosa.. Come la gestisco dopo?? Mi basta solo un Pid o ce ne vogliono tre?? Non riesco a capire se si comporta e come la si gestisce.. In casa ho un’utenza da 10kw trifase e una da 6 kw monofase.. Vanno bene tutte e due o ci sono cose che non posso fare con l’una o con l’altra?? Sono stato chiaro?? Grazie e scusa il disturbo..
    Mirco

  16. Ok lo dico a chi fosse interessato, si usa un solo PID e questo comanda i relè che comandano le varie fasi della resistenza!!

    Altra domanda.. È possibile utilizzare il solo sistema RIMS per effettuare la bollitura?? Praticamente bollitura con resistenza in ricircolo e nient’altro??

  17. Ciao Complimenti , anche io stò progettando un impianto elettrico, ho fatto già prove , ora sto costruendo una resistenza che credo (spero vada bene) , appena terminate le prove vi tengo aggiornati,
    per quanto riguarda il controllo della temperatura, e la regolazione ho quasi terminato.
    Ciao
    e ancora complimenti

  18. Ciao Frank, il fondo doppio è necessario anche nel caso di pentola di boil, oppure in queso caso non lo è ?

    Mille grazie

    • Il doppiofondo serve per non far toccare la resistenza alla sacca e alle trebbie. In bollitura non serve a nulla (tant’è che io lo tolgo proprio).

  19. Ciao Frank, per essere più chiari, a tuo giudizio posso inserire in una pentola motorizzata polsinelli una resistenza eletttrica al di sotto del doppiofondo (o del filtro tipo halo in dotazione) in modo da evitare l’uso del gas ? basta questo od occorre anche un sistema di ricircolo ?

    Mille grazie

    • Non saprei Flavio, non ho mai sperimentato. A senso ti direi che un ricircolo dal basso serve comunque, ma potrebbero essere sufficienti anche le pale per smuovere il mosto dal fondo.

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