Quando ho iniziato a pianificare i miei primi acquisti di attrezzatura per la contropressione, mi sono immediatamente perso nel ginepraio di raccordi, tubi e allacci. Ho notato che filettature e passi dei vari adattatori vengono dati spesso per scontati, come se tutti conoscessimo questi standard. Ho avuto non poche difficoltà a individuare i componenti giusti per il mio impianto nei vari shop online, passando inevitabilmente per acquisti di componenti non adatti allo scopo che probabilmente non userò mai più. Soldi buttati che mi potevo risparmiare.

A un certo punto mi sono incaponito e ho deciso di provare a capirci qualcosa. Non è stato facile, ma credo di essere arrivato finalmente a un buon punto. Provo a riassumere quello che ho capito in questo post, sperando che possa risultare utile a chi sta pianificando i primi acquisti per l’impianto in contropressione.

Standard di filettatura

Pensavate che per avvitare un raccordo maschio su uno femmina fosse sufficiente conoscere la misura dell’avvitatura? Sbagliato. Esistono ahimè decine di filettature diverse che si sono sviluppate a partire dagli standard esistenti in diversi paesi del mondo. In alcuni casi sono parzialmente compatibili, nel senso che si riesce in qualche modo ad avvitare il maschio nella femmina e a farlo tenere con una girata di Teflon, in altri casi no. Ho scoperto anche che alcune filettature sono pensate per essere autosigillanti, ovvero a tenuta senza la necessità di guarnizioni o nastro teflon: semplicemente si avvita il maschio nella femmina e la tenuta è garantita.

Partiamo dagli standard che più frequentemente troviamo citati nei siti dei rivenditori di materiale per homebrewing. Appartengono a tre grandi famiglie:

  •  NPT  ovvero National Pipe Tapered. Standard diffuso soprattutto in America e Canada. Tapered sta per “conico”. Si tratta infatti di raccordi con filettatura di forma leggermente conica (a volte è difficile valutare l’inclinazione conica a vista)
  •  BSP  ovvero il British Pipe Standard. Standard diffuso in Europa che può essere ad avvitatura conica o cilindrica. Fa parte dello standard britannico BSW (British Standard Whitworth).
  •  MFL/FFL  ovvero American Flared. In questo caso la M sta per maschio e la F per femmina. Flared significa che alla fine della filettatura è presente una sorta di svasatura (facilmente visibile a occhio nudo) che opera come guarnizione mantenendo la tenuta senza necessità di guarnizioni o nastro Teflon.

Nell’immagine seguente viene evidenziata la differenza tra le filettature tapered (coniche) e quelle parallel (cilindriche). In genere le avvitature coniche richiedono l’utilizzo di Teflon sui filetti per sigillare, mentre quelle cilindriche usano una guarnizione o un o-ring a valle o a monte della filettatura.

Nell’immagine una breve sintesi delle caratteristiche di questi standard e delle loro sottofamiglie. Ho evidenziato in arancione gli standard maggiormente utilizzati in Europa. 

Non sempre risulta facile individuare lo standard di un raccordo semplicemente guardandolo, ma alcuni dettagli possono aiutare:

  • Gli attacchi BSPP (a volte chiamati anche semplicemente BSP) sono dotati di una piccola guarnizione che può trovarsi a monte della filettatura per il maschio o all’interno del cilindro di filettatura (sulla base) nella femmina. Questa filettatura, detta anche “filettatura GAS“, è in genere quella presente sulle uscite gas dei riduttori di pressione per la CO2. 
  • Gli attacchi NPT non sono molto comuni in Europa, difficile trovare filettature di questo tipo sui riduttori di pressione Europei. Non è facile individuare la filettatura NPT a vista, ma a volte troviamo la sigla sull’attacco.
  • MFL/FFL son facilmente riconoscibili per la svasatura che troviamo a valle della filettatura. È uno standard americano ma è tipico degli innesti rapidi per keg diffusi anche in Europa (quick disconnect) di cui parleremo tra poco.

Nell’immagine sotto un esempio di collegamento sbagliato ma funzionante: un maschio NPTF (sono sicuro della tipologia perché riporta la sigla NPTF) avvitato su una femmina probabilmente BSPP, trattandosi dell’uscita del riduttore di pressione. Il risultato è che il maschio non entra bene, ma avvita. Essendo in plastica riesce anche a deformarsi un minimo forzando leggermente, mantenendo la tenuta senza necessità di nastro Teflon (lo utilizzo senza avvertire perdite).

Un altro esempio di collegamento di un maschio NPTF su una femmina BSP (credo BSPP, ma non ne sono certo). Come nel caso precedente, si avvita ma non entra fino in fondo.

Infine, un collegamento fatto ad arte: maschio BSP (si legge la sigla sull’allaccio maschio) collegato all’uscita del riduttore di pressione di fabbricazione italiana, quindi anch’esso probabilmente di tipo BSP. L’allaccio è arrivato già montato insieme al riduttore di pressione, ma non vedendo Teflon immagino sia di tipo BSP cilindrico (BSPP) con guarnizione. Non ho avuto il coraggio di smontarlo per verificare con mano, visto che funziona bene e non perde. 🙂

Le unità di misura

In genere la filettatura di questa tipologia di attacchi viene misurata in pollici. Troviamo sigle come “1/4 BSP F” che significa filettatura femmina da 1/4 di pollice di tipo BSP (in genere BSP cilindrica, altrimenti viene indicato espressamente BSPT, ovvero tapered/conica). Per far combaciare maschio con femmina è semplice: basta acquistare connettori della stessa dimensione in pollici (quindi 1/4, 3/8 e via dicendo), dello stesso tipo (BSP, MFL/FFL e via dicendo) e ovviamente maschio e femmina.

Varie tipologie di raccordi su un negozio di eBay. Negli ultimi esempi i pollici prima della “X” indicano la dimensione dell’allaccio per il tubo, quelli dopo la filettatura. UNS dovrebbe essere il Flared, in questo caso Female (FFL)

I raccordi John Guest

Prima di iniziare a lavorare con la contropressione e con i keg, non avevo idea di cosa fossero i raccordi John Guest. Mi facevano pensare al cartone di Johnny Bravo, nulla di più. Invece si tratta dei raccordi più utilizzati dagli addetti ai lavori come publican, birrai ma anche produttori casalinghi.

La ragione è semplice: permettono di collegare e scollegare tubi con un semplice gesto, garantendone la tenuta fino a diverse decine di PSI di pressione (se non erro, oltre i 100). Una vera manna dal cielo. Ce ne sono di diverse tipologie, adatti a gestire gas e fluidi di natura differente. Per le linee di birra e CO2 vanno bene i raccordi grigi in resina acetalica.

Il grande vantaggio di questa tipologia di raccordi, come già detto, è la semplicità di connessione e disconnessione dei tubi. Basta un piccolo gesto per far entrare il tubo nel connettore, e il gioco è fatto.

Esistono due tipi di John Guest: quelli “Imperial” e quelli “Metric“. I primi si misurano in pollici (1/4, 1/2, 5/8 e così via), i secondi in millimetri. Attenzione: si tratta di due linee di raccordi diverse, non di una semplice conversione da pollici a millimetri. Consiglio di fare riferimento a quelli con misura in pollici, più diffusi nei vari store online (anche italiani).

I tubi John Guest più utilizzati sono quelli con misura 3/8 e 1/2, ma ne esistono di moltissime misure diverse. Quello da 1/2 è più grande di quello da 3/8.

Un primo svantaggio, soprattutto nel caso in cui si sta spostando birra da un contenitore all’altro, è che non esistono tubi John Guest del tutto trasparenti (almeno per quanto ho potuto constatare fino ad oggi). Quelli bianchi lasciano intravedere il passaggio di birra, ma è impossibile valutarne il livello di limpidezza. Cosa abbastanza importante se si vuole ad esempio fermare il trasferimento da un keg all’altro quando si iniziano a pescare residui di lievito o luppolo dal fondo.

Un secondo svantaggio è la rigidità dei tubi, che da un lato evita strozzature, ma dall’altro rende un po’ complicati gli spostamenti dell’attrezzatura, necessari per esempio quando si imbottiglia con Beergun e si muove la pistola in giro. Nulla di trascendentale, ma a volte risulta piuttosto scomodo.

Porta gomma (o porta tubo)

A volte si preferisce utilizzare i classici tubi in PVC per il passaggio della birra, da collegare tramite portagomma con allaccio FFL sull’innesto del keg. In questo caso il tubo va stretto al protagomma con delle fascette, operazione non sempre facile vista la piccola dimensione del portagomma. Capita spesso di non riuscire a stringere bene, perdendo la tenuta dell’attacco, oppure direttamente l’unghia quando il cacciavite sfugge di mano… 🙂 .

Raccordo inox per tubo con filettatura FFL. Si nota la svasatura a monte della filettatura femmina.

Esistono delle apposite fascette antigrinza (senza vite) che si stringono con le tenaglie (vedi immagine sotto). Tengono meglio, ma una volta strette poi non si possono riutilizzare ed è possibile rimuoverle solo forzando o tagliando il tubo. Quindi alla fine sono usa e getta, visto che per pulire bene il tubo (soprattutto dalla birra) è consigliabile staccarlo dal raccordo. E non costano poco.

Da destra a sinistra: innesto rapido jolly (quick disconnect), portatubo FFL, fascetta antigrinza (senza vite), tubo morbido in silicone

La Beergun della Blichmann (il cui impiego ho spiegato velocemente in quest’altro post) monta un attacco per la birra del tipo MFL, identico a quello dell’innesto rapido. Si nota la svasatura tipica degli attacchi MFL che mantengono la tenuta senza bisogno di Teflon o guarnizioni.

Attacco della birra nella Blichmann Beergun

 

Per riassumere

Proviamo a sintetizzare brevemente le informazioni più importanti da ricordare quando acquistiamo raccordi e tubi per il nostro impianto in contropressione:

  • i raccordi del gas Europei sono in genere di tipo BSP
  • le uscite dei riduttori di pressione europei per le bombole della CO2 in genere montano filettature femmina del tipo BSP (BSP cilindrico, detto anche BSPP) da collegare a raccordo maschio BSP con guarnizione per la tenuta.
  • gli innesti rapidi (quick disconnect) montano filettatura maschio di tipo MFL con tenuta senza utilizzo di guarnizioni. In genere la misura è 7/16.
  • I John Guest maggiormente utilizzati per i raccordi casalinghi sono BSP (BSP cilindrici o BSPP), da usare con guarnizione per la tenuta, oppure MML/FFL, a tenuta senza guarnizione
  • la filettatura NPT non è molto diffusa in Europa, appartiene al mondo americano e canadese

 

 

8 COMMENTS

  1. Ciao Frank,
    mi sto piano piano avvicinando anch’io a questa jungla, grazie per le tue dritte!
    Ti scrivo per chiederti un’opinione e un consiglio:

    – noto che spesso per la linea CO2 vengono venduti e utilizzati raccordi in ottone.. gli stessi riduttori di pressione di solito sono in ottone.
    Ho sempre portato con me la convinzione che questo materiale debba stare lontano da cibi e bevande perché considerato tossico contenendo molte volte piombo.
    Cosa ne pensi? Secondo te si può considerare sicuro per l’utilizzo con la CO2?
    Non c’è il rischio che il gas si porti qualche veleno con se nella birra?

    – Il consiglio che ti chiedo invece è questo:
    Tutti i tubi e i raccordi dove passa la CO2, vanno anche sanificati ad ogni utilizzo?
    Li tratto come i tubi dove scorre la birra o basta che siano semplicemente puliti?

    Grazie mille per il tuo aiuto!
    Gianni

    • Non sono un esperto di metalli, ma non credo che un semplice passaggio di CO2 possa tirare via abbastanza piombo dai raccordi in ottone da risultare tossico. Poi, comunque, ricordiamoci sempre che la sostanza più tossica per il corpo contenuta nella birra per unità di volume è in genere l’alcol, quindi è difficile che altre sostanze possano essere presenti in quantità così significative da risultare tossiche. In sintesi: non mi farei enormi problemi, ma ognuno fa le proprie scelte.

      Io non sanitizzo la linea di CO2 a ogni utilizzo, ma ogni tanto sanitizzo o cambio i tubi. Conta anche che se li lasci mediamente una notte in pressione e saturi di CO2 a 30PSI, rendi l’ambiente tossico per lieviti e batteri.

  2. Ciao Frank,
    Una domanda. Mi dai una dritta sugli attacchi birra e gas della Blinchmann?
    Non l’ho ancora presa, ma vorrei fare tutto con attacchi rapidi John guest, con linea 3/8 9,5mm.

    Mi sai dire la misura dei due attacchi?
    Grazie mille
    Alessandro

  3. Quindi in entrata CO2 nella beergun posso mettere un jhon guest filettato,ma nell’ entrata birra che attacco posso mettere?

    • Se è la blichmann ha il suo tubo in plastica. Altrimento un tubo in plastica del giusto diametro, con fascetta.

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