Da qualche tempo seguo su Instagram Dario Capacci (@itsme_dario), batterista che si è fatto conoscere per il suo ironico hashtag #Facilissimo, con cui apre tutti i video in cui spiega fill complicatissimi di batteristi famosi.
Di recente ha pubblicato una serie di reel intitolata “Cose che mi piacciono oltre a suonare la batteria”, in cui racconta qualche dettaglio della sua vita privata. L’idea mi è piaciuta e ho deciso di portarla qui sul blog, anche per alleggerire gli ultimi post, che hanno preso una deriva molto tecnica.
Quindi oggi vi racconto un po’ di me, se vi interessa. Altrimenti ci vediamo direttamente al post della prossima settimana.
Cosa faccio nella vita
Sono uscito dall’università come ingegnere elettronico. Appena laureato ho fatto una puntata nel mondo della ricerca universitaria, lavorando come assistente ricercatore al Trinity College di Dublino, ma dopo un anno ho capito che non faceva per me.
Rientrato a Roma, sono passato alle società di consulenza (Accenture, Ernst & Young), che mi hanno portato da subito a interessarmi degli aspetti economici delle aziende, seppur in ambito tecnologico.
Dal 2007 lavoro in TIM. Ho iniziato nell’area dell’Information Technology (Have you tried turning it off and on again?), ma mi sono sempre occupato degli aspetti economici: governance, allocazione e gestione del budget, business plan.
Negli anni ho fatto tanti giri, dall’IT al Marketing, cambiando società del gruppo e passando addirittura per Olivetti (sì, esiste ancora!), fino ad approdare, un paio di anni fa, nella struttura di Finance, dove lavoro oggi. Mi occupo ancora di business plan e di gestione economica dei progetti.
Mi piacciono i numeri, i grafici e i fogli Excel.
Cosa mi piace fare, oltre alla birra
Suonare la batteria è stato il mio principale hobby da quando avevo 12 anni. Sono andato molti anni a scuola di batteria (alla scuola di musica CIAC, chi è di Roma sa). Ho suonato in tantissime band, quasi sempre musica originale. Nessuna è diventata nemmeno lontanamente famosa, ma mi sono divertito molto.

Due dei miei primi compagni di band (con cui feci un mini tour in Spagna nel lontano 1999), nella vita più adulta sono rimasti i miei migliori amici. Entrambi suonano ancora, con progetti professionali diversi.
Tra le ultime band in cui ho suonato ci sono statigli Alchemica Superstereo, insieme a mio fratello: io batteria, lui voce e chitarra. I pezzi erano tutti originali, mi piacevano un sacco.
Nel 2012 ho suonato per poco in un’altra band, dove ho incontrato quella che sarebbe diventata mia moglie (lei al basso). Poi ho iniziato a fare birra, è nata mia figlia e ho appeso le bacchette al chiodo. Ma sapevo che non sarebbe stato per sempre.
L’interesse è rimasto. Ho continuato ad ascoltare musica e a guardare estasiato i video di Luke Holland e Matt Garska sui social.
All’inizio di quest’anno, un amico e collega mi ha chiesto di partecipare a un tributo musicale per un nostro collega che non c’è più, con cui avevamo suonato entrambi. Ho rimesso le mani sulle bacchette e ho capito che dovevo ricominciare.
Sono ripartito con pad e paradiddle, perché i polsi non sono più quelli di una volta. Questa estate ho trovato finalmente anche il tempo per suonare con una certa regolarità: uno dei miei due compagni di band storici (che suona ancora) mi ha gentilmente concesso l’uso libero della sua saletta, dove c’è una batteria acustica. Ho tirato fuori i miei vecchi piatti e il rullante, ogni tanto vado a farmi una sessione.
Al momento non suono in nessuna band, non so se vorrei farlo di nuovo. Vedremo.
So suonare anche la chitarra (come la maggior parte dei batteristi, altrimenti sulla spiaggia me ne sarei stato con le mani in mano) e so mettere le mani su un pianoforte.
Come si intuisce seguendo il blog e la newsletter, mi piace moltissimo viaggiare. Ho sempre viaggiato molto, in tenda e in ostello da giovane, in albergo e Airbnb ora. Ho girato soprattutto Scozia, Irlanda e Inghilterra, ma mi piace viaggiare ovunque, tranne nei posti caldi.

Odio il caldo: fosse per me, vivrei nel Nord Europa, ma una serie di coincidenze della vita (di cui la maggior parte belle) non mi hanno permesso di farlo. Quando ho vissuto a Dublino ero l’unico italiano che non si lamentava del freddo e della pioggia.
Vado spesso a correre, ma non sono un appassionato di corsa né di maratone. Mi faccio i miei 6 km di corsa due-tre volte alla settimana, niente di più. Cammino anche molto. Mi fa stare bene. Non mi è mai presa la scimmia per la corsa, e mi va bene così.
In passato mi sono avvicinato, per un periodo, alla fotografia. Negli anni Novanta mio padre fu così matto da farmi usare la sua reflex, una Nikon, che portavo ovunque fino a quando non la feci cadere male, rompendo l’obiettivo. Mi insegnò le basi: non è un fotografo, ma gli è sempre piaciuto fare foto. La passione poi è scemata, ma per molte foto di birra che pubblico qui sul blog uso una Nikon D60 con un obiettivo da 50 mm, che acquistai diversi anni fa.
Amo leggere. Se vado da solo in un pub, sono sempre con un libro al seguito. Spesso al bancone. Ho letto di tutto, autori diversi in diverse fasi della mia vita. Sono passato da Stefano Benni e Daniel Pennac (quando avevo venti anni) a John King (The Football Factory mi ha segnato) e Irvine Welsh (di cui ho adorato Colla e Trainspotting). Un autore che mi porto dietro da sempre e che adoro è Haruki Murakami.
Foster Wallace mi sconvolse con Infinite Jest, che rimane uno dei miei libri preferiti che un giorno proverò a rileggere (non è stato facile all’epoca). Negli ultimi tempi ho letto molto Tana French (mi piace, ogni tanto, leggere dei thriller) e Sally Rooney. Il fatto che entrambe siano irlandesi e che i loro romanzi siano ambientati in Irlanda ha influito.
Il genere fantasy non è la mia cosa, l’unica eccezione è la saga del Signore degli Anelli: l’ho letta più volte, sia in italiano che in inglese; sono anche appassionato dei film, che ho guardato e riguardato (anche con mia figlia). La prima volta che ho visto Gandalf sul carretto con Frodo al cinema, ho quasi pianto.
Amo cucinare, in particolare curry di vari tipi e pesce. Uso tantissime spezie che acquisto per la maggior parte in un negozio di fiducia qui a Roma, a Testaccio. Cucinare mi rilassa.
Può sembrare strano che la mia cucina sia piena di spezie mentre le uso pochissimo nella birra. Vero, eppure è così.
Chiudo con le mie serie preferite: sono cresciuto con Friends, di cui conosco tutte le puntate a memoria. Ho amato The Office (versione americana). Le mie serie preferite di sempre sono però Father Ted e IT Crowd.





