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Ricordo il giorno dell’esame BJCP come fosse ieri. Mi è rimasto impresso particolarmente il viaggio di ritorno da Rimini a Roma, in treno: ho passato diverse ore a rimuginare, non ero contento di come era andata.

Mentre sulle componenti qualitative e descrittive non avevo certezze, sui numeri c’era obiettivamente poco da discutere: i miei si discostavano parecchio da quelli dei proctor, il che mi aveva preoccupato non poco (qui il resoconto).

frodo cries

Ieri, finalmente, dopo 5 mesi di attesa, sono arrivati i risultati dell’esame. È andato bene, molto bene: oltre ogni mia aspettativa. Alla fine la componente quantitativa ha influito meno di quanto pensassi. Nel complesso, me la sono cavata.

In questo post condivido le schede che ho compilato in sede d’esame e le valutazioni che ho ricevuto, discutendone i punti salienti. Spero che quanto scritto possa essere d’aiuto a chi vorrà sostenere questo esame in futuro. Sicuramente è utile al sottoscritto per capire dove poter migliorare.

Senza ripetere come funziona l’esame (ne ho parlato diffusamente in un post precedente ), riassumo brevemente le logiche alla base della valutazione. Per passare il Tasting Exam, ovvero l’esame che prevede l’assaggio e la valutazione di 6 birre in 90 minuti, bisogna ricevere un punteggio maggiore o uguale a 60. Se il punteggio è inferiore, l’esame non è passato. Il voto viene costruito valutando cinque aspetti degli elaborati, ciascuno con un peso relativo del 20% sul voto complessivo.

  • Percezione sensoriale: l’abilità nel saper individuare le componenti organolettiche della birra sotto esame (es. riportare il carattere fenolico in una weizen).
  • Abilità descrittiva: capacità di saper descrivere accuratamente le percezioni sensoriali (es. associare il carattere fenolico alle spezie, come il chiodo di garofano o il pepe, e definirne qualità e intensità).
  • Accuratezza nell’attribuzione del punteggio: saper quantificare numericamente l’aderenza della birra sotto esame agli standard BJCP (es. una birra fuori stile non può ricevere un punteggio maggiore di 29/50).
  • Completezza nella compilazione della scheda di valutazione: capacità di compilare la scheda in tutte le sue parti (es. descrivere accuratamente tutte le componenti aromatiche, anche quelle assenti. Sempre pensando alla weizen, in assenza di componente fenolica è importante scrivere “assenza della componente fenolica”, essendo questa una caratteristica fondamentale dello stile).
  • Feedback: essere in grado di suggerire metodi e approcci alternativi per migliorare la birra oggetto di valutazione (es. nel caso di presenza massiccia di fenoli in una bitter inglese, suggerire di utilizzare un lievito adatto e di rivedere la sanitizzazione, in quanto i fenoli potrebbero originare da una infezione).

Ciascuna di queste cinque componenti viene analizzata per ogni scheda compilata dall’esaminando. La valutazione segue la seguente scala:

  • Master (perfetta)
  • National (molto buona)
  • Certified (buona)
  • Recognized (sufficiente)
  • Apprentice (non sufficiente, da rivedere).

La media tra i risultati delle sei birre esaminate determinerà il ranking potenziale del giudice. Attenzione, però, perché per andare oltre il rank Recognized il solo risultato dell’esame non è sufficiente. Per salire servono punti esperienza. Questi si guadagnano facendo il giudice o aiutando nell’organizzazione di competizioni sancite dal BJCP (io, per esempio, ho all’attivo un punto esperienza come giudice nei primi round della MoBI European Competition). Chi non ha punti esperienza passa l’esame come Recognized, indipendetemente dal voto.

Per arrivare al rango Certified, bisogna aver preso un voto uguale o maggiore a 70 e avere almeno 5 punti esperienza.

Per salire ancora, oltre a un voto maggiore o uguale a 80 (National) o 90 (Master) e ai punti esperienza (20 per National, 40 per Master), occorre sostenere un ulteriore esame scritto piuttosto complicato.

Bando alle ciance, vediamo (e discutiamo insieme) il risultato complessivo del mio esame. Le parti cerchiate in rosso sono quelle importanti.

Esame FranK BJCP 2017

Il voto complessivo non è per niente male: 77 al primo tentativo lo considero assolutamente un buon risultato. Avendo guadagnato fino ad oggi un solo punto esperienza, il mio rank è ovviamente Recognized.Risultato esame BJCP Francesco Antonelli

Analizziamo meglio la parte più interessante, ovvero la tabella in basso.

Salta subito all’occhio il rank Recognized per la  Scoring Accuracy. Questo non mi sorprende affatto: come ho detto più volte (e come ho descritto nel dettaglio qui), con i voti numerici non me la sono cavata benissimo. Del resto ci sta: serve molta esperienza pratica per arrivare a calibrare l’attribuzione dei punteggi. Prepararsi per l’esame insieme a qualcun altro aiuta; io, purtroppo, non ho avuto compagni di studio e si vede: su 6 birre valutate, 4 sono risultate a livello Apprentice, ma per fortuna una è a livello Master (al Barley Wine ho attribuito lo stesso voto dei proctor) e una National (la Sweet Stout, che ho sbagliato per “soli” 5 punti). Insomma, questa parte è decisamente da rivedere. Unico modo per recuperare: fare esperienza.

Passiamo ora alle buone notizie: la  Completeness  è a cavallo tra il livello Master (il massimo) e National. Ci vuole poco, direte voi. Sì e no. Confesso di aver puntato molto su questa componente, dato che è una di quelle che può essere gestita per compensare lacune da altre parti. Si può pensare: che ci vuole a compilare bene tutte le schede? Nella realtà è meno facile di quanto si pensi. Le birre da valutare sono tante (6), il tempo a disposizione è poco (15 minuti a birra): la stanchezza, la fretta e l’ansia minacciano continuamente la lucidità. Le voci da compilare per ogni scheda sono tante, dimenticarsene qualcuna è più facile di quanto sembri. A ogni modo, è chiaro che conviene impegnarsi su questa voce per alzare il voto finale dell’esame. Riporto come esempio la mia scheda del Barley Wine su cui ho preso Master nella Completeness.

BJCP esame scheda english barley wine

Questa la valutazione che ho ricevuto su questa scheda:

BJCP esame scheda english barley wine RTP

Oltre ad aver beccato il voto esatto (botta di culo), ho scritto una scheda completa e compilata in tutte le sue parti. Anche la parte della percezione è andata meglio, il che probabilmente è da attribuirsi allo stile: le birre maggiormente intense sono per ovvie ragioni più semplici da descrivere.

La  Perceptive Accuracy  ha ricevuto una valutazione complessiva buona: livello Certifed. Anche qui c’è molta esperienza da fare ancora, ma essere già un gradino sopra al livello base lo considero comunque un buon risultato. Le due birre dove sono andato peggio sono la Czech Premium Pale Lager (ovvero una pilsner ceca) e la Belgian Blonde Ale. Purtroppo su questo aspetto c’è poco da discutere visto che il BJCP non ci ha inviato le schede compilate dai proctor, rispetto alle quali siamo stati valutati. Non potendo sapere quali descrittori hanno utilizzato i proctor, non so dire bene dove ho sbagliato. Dalla lettura che ci hanno fatto in aula post esame, ricordo di non aver identificato il diacetile nella pilsner (non tutti lo avevano percepito, a dire la varità, l’intensità era bassa).

La Belgian Blonde Ale ha fatto molto discutere: era una Leffe tenuta aperta per due settimane. I due proctor la hanno valutata come una buona birra (?). Questo ci ha lasciato un po’ perplessi, ma sono cose che capitano. Ci sta.

La percezione non è una scienza esatta: che 1 birra su 6 dia luogo a pareri discordanti mi sembra nella norma. Per evitare errori di valutazione grossolani, da regolamento chi corregge le schede può rivedere il voto dei proctor nel caso in cui sia differente dalla maggior parte delle valutazioni dell’aula. Nel nostro caso, purtroppo, non è stato così: da quello che ho capito, diversi altri partecipanti hanno valutato questa birra come i proctor, quindi il voto è rimasto quello.

La scheda della pilsner è stata la peggiore che ho fatto (curioso che fosse la prima), quindi la pubblico qui sotto per riferimento. La mia impressione è che nelle prime schede ho pensato troppo, producendo risultati scarsi. Per esempio, questa pilsner l’ho penalizzata perché era stata presentata come ceca mentre a me sembrava più tedesca (molto secca, amaro tagliente, base maltata esile). Questo mi ha portato a definirla fuori stile, attribuendole un punto in meno rispetto al voto massimo per una birra fuori stile, ovvero 29. Evidentemente una stronzata colossale, visto che i due stili sono vicini e per molti versi sovrapponibili. Credo anche di aver toppato sull’ossidazione che non era affatto presente. Per la cronaca, la birra era la pilsner del birrificio Vetra. L’ho ribevuta varie volte: è buonissima (anche se continuo a ritenerla poco ceca e più tedesca, ma sono sottigliezze).

BJCP esame scheda Czech pilsner

La valutazione di questa scheda è la seguente:

BJCP esame scheda Czech pilsner RTP

Voto toppato completamente. Accuretazza percettiva sufficiente. Ho descritto comunque bene le percezioni rilevate (anche se sbagliate, e questo è importante) e ho compilato bene la scheda. Non capisco come mai il feedback sia Certified, dato che mi sembra di averlo dato coerentemente con le caratteristiche sensoriali rilevate (anche se alcune sbagliate in partenza). Vabbè, amen. Lezione da imparare: don’t overthink the beer! ovvero “non esagerare con le pippe mentali sugli stili”.

La componente  Descriptive Ability  è andata molto bene: ho ricevuto una valutazione National. Questo significa che la padronanza della materia è molto buona. Ho fatto bene a sostenere l’esame in inglese (si poteva fare anche in italiano): avendo studiato per la maggior parte su testi inglesi, mi ha reso più semplice e fluida la scrittura. Per questa componente ho preso il rank di National su tutte le birre, anche quelle valutate male. Ho saltato qualche esse qui e là sul finale dei verbi in terza persona singolare, ma credo se ne siano fatti una ragione. 🙂

Infine, la componente  Feedback  mi ha lasciato un po’ deluso. Da homebrewer e autore di questo blog, mi sarei aspettato quantomeno una valutazione National. E invece sono stato valutato a cavallo tra National e Certified. Sinceramente, anche rileggendo le singole schede, non riesco a comprendere bene questa valutazione. Un esempio su tutti è la scheda che ho pubblicato sopra, quella della Pilsner: a me il feedback sembra molto buono, non avrei saputo cosa altro consigliare. Su questo aspetto devo ancora riflettere un po’ e magari confrontarmi con gli altri. Curioso come l’autore di un altro blog molto conosciuto in america, Homebrew Academy, molto simile a Brewing Bad, abbia ricevuto una valutazione per lui non soddisfacente sul feedback (link).

CONCLUSIONI 

Valutare le qualità sensoriali dei singoli individui non è impresa facile. L’analisi organolettica non è una scienza esatta ed è difficile, se non impossibile, definire degli standard validi universalmente rispetto ai quali valutare le singole prove d’esame.

Se inizialmente pensavo che far valutare 6 birre una dietro l’altra fosse eccessivo, alla fine mi sono ricreduto. La numerosità garantisce un minimo di valenza statistica a ogni esame, mettendo al riparo da casi come quello delle Belgian Blonde difettata nella mia sessione, dove le valutazioni dei singoli individui (anche di quelli esperti) sono state estremamente discordanti tra loro. Alla fine ci sono altre 5 birre da valutare, la discordanza su un singolo caso non pregiudica più di tanto il voto finale.

Bisogna ricordare infine che anche i proctor sono persone: seppur esperte (almeno sulla carta), possono sempre commettere degli errori. La metodologia d’esame nel complesso mi pare abbastanza solida e oggettiva, nei limiti della soggettività della materia. Del resto, si tratta di un esame per giudici di concorsi per homebrewers che va preso per quello che è: il suo obiettivo principale è formare giudici per valutare birre prodotte in casa e dare consigli su come migliorarle.

Tirando le somme sulla mia personale esperienza, posso affermare che sono molto soddisfatto dall’esito dell’esame. La valutazione complessiva di 77 è un buon punto di partenza. L’esperienza complessiva è stata un buon banco di prova. L’organizzazione MoBI è stata ottima: abbiamo fatto gruppo e tutto è filato per il verso giusto.

L’esame in se’ è stato abbastanza impegnativo, ma devo dire che tutto sommato non è difficilissimo da superare. Più difficile è ottenere un buon punteggio, invece, ma l’aspetto positivo è che si può provare all’infinito cercando di migliorarsi ogni volta. Per questa ragione mi sono già prenotato per la sessione del prossimo anno che si terrà il 10 marzo a Monza, presso il birrificio del Carrobiolo. Sarà un’occasione per mettersi di nuovo alla prova ma anche per incontrare nuovi amici e vivere insieme questa bella avventura.

L’unica nota veramente negativa è la lentezza con cui vengono corretti gli elaborati: 5 mesi mi sembrano davvero troppi, anche per un’organizzazione di volontari. Su questo aspetto il BJCP dovrebbe fare qualcosa, magari snellendo un po’ la struttura dell’esame. A ogni modo basta mettersi l’anima in pace, prima o poi i risultati arrivano.

In un prossimo post cercherò di mettere insieme alcuni consigli pratici per chi volesse sostenere l’esame in futuro, indicando anche alcune fonti per prepararsi a dovere (link).

Qui sotto metto a disposizione il mio RTP completo (Report To Partecipant, ovvero la valutazione) e le schede che ho compilato in sede d’esame.

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Appassionato di birra e di pub da sempre (in particolare quelli di impronta irlandese), dal 2012 mi sono lanciato nel mondo dell'homebrewing. Ho iniziato con i ragazzi di Brewing Bad con impianto a tre tini, ora produco in casa con un piccolo impianto BIAB elettrico da 10 litri. Nel 2014 ho frequentato il corso da degustatore presso l'Associazione Degustatori di Birra (oggi UDB). Dal 2015 sono docente nei corsi organizzati da Fermento Birra. Scrivo di homebrewing su Fermento Birra Magazine e curo la rubrica "Il Fermentatore nell'Armadio" su Cronache di Birra. Da Luglio 2017 sono ufficialmente giudice BJCP.

5 COMMENTS

  1. CONGRATULATIONS!!!!
    Sai che mi hai fatto venire una voglia matta di provarci?
    Sarà dura trovare il tempo necessario a prepararmi, ma sarebbe bello!
    BRAVO!

  2. Orca cosa leggo…..Monza!!!
    La mia città natale e dove lavoro tutt’ora!
    Lavoro a 500 mt dal carrobiolo.
    Beh….allora forse e dunque giunta l’ora di conoscersi ?….e di berne una insieme ?….ahahah
    Dai spero di si….perché se aspettiamo che vengo io na a capitale famo notte! 🙂
    Poi però bisognerà litigare un po’ eh…che so, possiamo offenderci pesantemente su qualche malto o lievito….ahahah….così poi svuotare il boccale sarà più bello!
    No dai, scherzo….però chi lo sa, magari si riesce davvero a berne una insieme, ovviamente se non fai toccata e fuga come invece immagino farai. 😉
    Poi a leggere qua sopra, ma soprattutto articolo vecchio dell’esame, trasuda un filino di ansia da prestazione. ma giusto un filino ino ino eh.
    Giustamente eh, ci tieni, per cui magari non e il contesto migliore direi…ma se riesco un salto post esame lo faccio…tanto al 100% ci sarà Scustu…e in qualche modo oh, io mi intrufolo…ahahah….almeno un saluto e che sfaccimo! 🙂

    • Ma sicuro ci si becca! Anche perchè vorrei passare almeno la serata dopo l’esame in tranquillità visto che da rimini sono dovuto rientrare di corsa. Una birra insieme è un must.

      • Ottimo!
        Data e lontanissima, e salvo impegni dell’ultimo minuto al momento non preventivabili…cercherò di esserci sicuramente! 😉

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